Un treno, più di 2 mila miglia percorse in dieci giorni, da Oakland a New Orleans, per uno show proposto in sei diverse città degli Stati Uniti e tre band a dividersi il palco: protagonisti di questo bellissimo e imperdibile documentario rock on the road intitolato The Big Easy Express sono gli inglesi Mumford & Sons, band che ha fatto incetta di premi nell’ultima edizione dei Grammy Awards (il loro “Babel” è stato decretato miglior disco del 2012), gli americani Edward Sharpe & Magnetic Zeros, formazione folk psichedelica capitanata da Alex Ebert e dalla cantante Jade Castrinos (splendida la loro Home) e gli Old Crown Medicine Show, band capace di rivitalizzare quel Bluegrass – genere tipicamente statunitense considerato una branca del country in cui sono confluite le tradizioni musicali irlandesi, scozzesi e inglesi – con artefizi punk e rock.

Diretto da Emmett Malloy, non nuovo a escursioni in campo musicale, avendo già curato la regia del docufilm Under Great White Northern Lights sui White Stripes e diversi videoclip per Foo Fighters, Blink 182 e Metallica, il docufilm ha per protagonisti i musicisti delle tre band, che nell’occasione sono partiti senza valigie e in compagnia dei soli strumenti musicali, e che intraprendono un viaggio negli splendidi scenari offerti dal Sud degli Stati Uniti, in un’atmosfera di festa e condivisione di gioia e musica in puro stile hippy, alla ricerca delle radici della loro musica. Felicità che è ben visibile sui volti dei protagonisti, che durante le loro performance dal vivo propongono i migliori pezzi delle rispettive produzioni.

L’apice viene raggiunto durante la serata di chiusura del tour, quando le tre band si sono esibite insieme eseguendo il brano This Train Is Bound For Glory di Woody Guthrie: ovvio che quando si parla delle radici che hanno influenzato intere generazioni di artisti, diviene impossibile non pensare a Woody Guthrie, il padre di tutti i menestrelli e che rappresenta ancora oggi il punto di riferimento per qualsiasi musicista che voglia raccontare delle storie imbracciando una chitarra. Di lui, Bob Dylan ebbe a dire “Potevi sentire le sue canzoni e allo stesso tempo imparare a vivere”.

Certamente, l’idea di metter su un “carrozzone musicale” non è nuova e non è un caso che la tournée organizzata dai tre gruppi sia stata intitolata “Railroad Revival Tour”: già in passato un giovane Bob Dylan alla testa di un gruppo di musicisti tra cui  Joan Baez, Roger McGuinn (fondatore dei The Byrds) e Bob Neuwirth, organizzò il “Rolling Thunder Revue” fra l’autunno del 1975 e la tarda primavera dell’anno successivo, una carovana itinerante attraverso gli Stati Uniti.
Ispirato a quell’evento, sul Big Easy Express regna un clima di giovialità mischiata ad allegra follia, in un clima che richiama alla mente il genere il vaudeville e quel ritornello che fa  “this train is bound for glory”. E allora, siete pronti a saltare su questo treno? “Questo treno è diretto verso la gloria / su di esso non viaggia nessuno se non i santi / Questo treno è diretto verso la gloria / questo treno”. Vive Le Rock!