A leggere l’articolo de La Stampa, sembra che domani mattina al cantiere di Chiomonte dell’opera inutile salirà una specie di armata Brancaleone. A parte i parlamentari Cinque Stelle (76) e Sel (“solo 12”) (che comunque testimonieranno che a Roma le cose sono un pochettino diverse rispetto a prima…), un’accozzaglia di anarchici, bancari in pensione indagati, gente che scala tralicci e poi cade, professori universitari denunciati per diffamazione, avvocati che perdono le battaglie per cui si battono, più alcuni sfigati che si vedranno sorgere davanti la stazione ferroviaria dell’immancabile archistar giapponese.

Non ci facciamo una granché bella figura noi “No Tav”, men che meno noi del Legal Team. Pazienza, siamo abituati alle descrizioni un po’ colorite dei nostri interventi pubblici.

La realtà è che domani per la prima volta da quando il cantiere è nato si avrà la possibilità di andare a metterci il naso e di constatare da vicino anche quelle illegalità che abbiamo denunciato.

E poi al pomeriggio ci sarà la grande manifestazione con migliaia di persone di ogni provenienza, piena di giovani, di bandiere, di sigle, ed anche di buontemponi. Come definire altrimenti quelli che alla marcia sfileranno in mutande, per dimostrare visivamente come l’opera inutile ci renderebbe più poveri di quanto già siamo? Uno sberleffo verso l’opera dei grandi interessi economici e dei siti militarizzati. Del tipo, sempre di anarchica memoria (acc…), “una risata vi seppellirà”.

Intanto ancora una volta Don Ciotti si è esposto a favore di quel dialogo che non c’è mai stato seriamente, con una lettera aperta firmata anche da Giorgio Airaudo, Luciano Gallino, Livio Pepino, Ugo Mattei ed addirittura dall’esponente Pd Michele Emiliano. Ma mi sorge un dubbio: che anche loro siano teste calde?

P.s.  purtroppo io domani sarò ad un convegno a Bologna. Per parlare di cosa? Ma dell’opera inutile, naturalmente!