Che il prossimo 23 marzo diventi davvero la giornata dell’Orgoglio Costituzionale!

Ci riferiamo alle piazze, convocate dalla rivista Micromega e non solo, per chiedere alla Giunta del Senato, che dovrà valutare i requisiti di eleggibilità di ciascun eletto, di applicare in modo limpido e rigoroso la normativa già in vigore.

Niente di più, niente di meno.

In particolare la legge 361 del 1957 definisce la non eleggibilità di chiunque sia titolare di una pubblica concessione, a prescindere dal ruolo di proprietario e di amministratore.

Per intenderci, secondo la legge, sarebbero ineleggibili sia il proprietario di una emittente tv, sia l’amministratore delegato.

Nel caso italiano sia Berlusconi, sia Confalonieri, ma dal momento che Fedele non risulta tra gli eletti, l’ineleggibilitá vale solo per il cavaliere.

O meglio dovrebbe valere, perché dal 1994 ad oggi, le Giunte hanno fatto prevalere un criterio ” Tutto politico” a scapito della legge, e cioè si é fatto finta di applicare la norma a Confalonieri escludendo Berlusconi, questo perché i milioni di voti conquistato sono stati considerati più pesanti del rispetto della legalità.

In altre parole si è santificato il conflitto di interessi, certificando così l’esistenza di un cittadino “legibus solutus”, svincolato dal rispetto della legalità repubblicana, sottratto a quel principio di uguaglianza tra cittadini che fonda la carta costituzionale.

Dal momento che oggi il Pd ha riscoperto il conflitto di interessi e i 5 stelle dicono di voler votare per la ineleggibilità di Berlusconi, potrebbero provare, almeno su questo, a concordare una posizione comune e magari a tradurla anche in un voto condiviso.

Nel frattempo tutti noi, ed anche le elette e gli eletti, potremmo ritrovarci sabato 23 marzo nelle Piazze della Costituzione e recitare tutti insieme l’articolo 3 della medesima, quello relativo al principio di uguaglianza, uno degli articoli più calpestati e derisi durante il ventennio della vergogna.