Un tetto ai bonus dei manager? Per Marco Tronchetti Provera la questione è “condivisibile”. A patto che a decidere sia l’assemblea degli azionisti. Il che, nel caso di specie, equivale praticamente ad escludere un ridimensionamento dei compensi dal momento che, nell’assemblea del Gruppo di Partecipazioni Industriali, che, attraverso Camfin, è il primo azionista di Pirelli e Prelios, l’ex presidente di Telecom Italia ha ancora un peso dominante. Non solo: il manager può anche contare sul socio fidato Alberto Pirelli & C. sapa, che ha in portafoglio il 5,04 per cento, e sull’amico Massimo Moratti, che ha il 6,5% per cento e che pure incassa emolumenti d’oro dalla Saras nonostante le difficoltà finanziarie della società.

Non a caso l’ex dominus di Telecom, che ha appena citato in giudizio la società di telecomunicazioni presieduta da Franco Bernabé per “danni alla propria immagine e onorabilità” relativamente alla linea intrapresa dall’azienda dopo la sua uscita nel 2006, ha poi aggiustato il tiro sottolineando che bisognerà “evidentemente distinguere tra società industriali, finanziarie e regolate”. Parole pesanti come un macigno dal momento che, esclusi i casi di buonuscite di Alessandro Profumo e Luca Cordero di Montezemolo, vengono dal manager privato più pagato d’Italia nel 2011, con la cifra record d’incasso di 22 milioni di euro proprio grazie a bonus arretrati relativi ai due esercizi precedenti.

Quindi una sforbiciata al bonus di Tronchetti potrebbe davvero essere un segnale importante in una fase in cui “è chiaro che ci sia una attenzione su un tema come questo, in un momento in cui ci sono problemi di mancanza di lavoro”, come spiega lo stesso manager all’uscita dal Tribunale di Milano dove si è recato per rilasciare dichiarazioni spontanee nel processo sui dossier illegali raccolti dalla security di Telecom Italia ai tempi della sua gestione che vede l’azienda telefonica parte civile contro di lui. E del resto in Pirelli c’è già “nelle nostre norme quella di comunicare all’assemblea” la questione dei bonus, come per altro previsto dalla normativa vigente. “Ma senza potere decisionale”, ha tenuto ad aggiungere Tronchetti, che ha auspicato per il futuro la massima trasparenza su questi temi.