Ci sono momenti in cui la vita di un italiano onesto somiglia a una raffica di ceffoni. Ceffoni la mattina quando il treno che ti porta al lavoro è in ritardo, ed è pieno e sporco all’inverosimile. Ma non puoi certo aspettare il treno successivo, se non vuoi prendere altri ceffoni all’arrivo in ufficio (e non è il caso di rischiare, che la disoccupazione e la precarietà fanno sempre più paura). Ceffoni se ti ammali, e se sei precario perdi giorni di stipendio. O se il diritto all’assenza per malattia ce l’hai, ma sei costretto a uscire di casa con la febbre perché il medico di base, dopo averti visitato, possa inviare il suo certificato all’Inps. Ceffoni se il tuo problema di salute è serio e devi prenotare delle analisi con il Cup, che ti comunica che il primo posto disponibile è tra sei mesi. Altrimenti, puoi sempre rivolgerti alla sanità privata sacrificando un bel pezzo del tuo stipendio.

Non so voi, ma i ceffoni che mi bruciano di più sono quelli che ricevo quando vedo che una quota rilevante dei miei concittadini vive al di sopra di ogni regola. Parcheggia l’auto in doppia fila e se ne frega di chi rimane incastrato, evade le tasse e contribuisce un poco per volta a far morire la scuola e la sanità pubblica, non rispetta le più elementari norme di convivenza civile. E il bruciore più insopportabile lo provo quando assisto alle performance quotidiane del campione di questa umanità furba e incivile, Silvio Berlusconi. Che riesce a sfuggire al processo dove è imputato per concussione e prostituzione minorile invocando un blando disturbo agli occhi. E che si rifugia nel suo ospedale amico, per sottrarsi stavolta al processo in cui lo si accusa per la compravendita di diritti televisivi effettuata dalla sua azienda con l’intento di accumulare fondi neri all’estero su cui non venivano pagate le tasse.

Oggi la visita fiscale ha stabilito che l’uveite non è una giustificazione sufficiente per non presentarsi all’udienza. Ciò nonostante il ceffone non smette di bruciare, se penso che nei prossimi giorni le tv e i giornali di famiglia imbastiranno una nuova campagna contro la magistratura irrancidendo ulteriormente il clima politico del paese, e che magari infine il grande clown si presenterà in aula travestito da panda guadagnando per questa sua boutade qualche altro milione di voti.