“Ho sempre dichiarato che il Movimento 5 Stelle non farà alleanze con nessuno”. Enrico Cappelletti, imprenditore e neosenatore M5s capolista a Palazzo Madama, smentisce la dichiarazione a lui attribuita uscita ieri sulle agenzie di stampa secondo cui avrebbe considerato “possibile” un accordo coi democratici. “Ho ribadito che voteremo provvedimento per provvedimento, che provenga da sinistra, destra o centro. Valuteremo di volta in volta se sostenere le proposte”. Nessuno scossone dunque rispetto alla posizione dichiarata finora dal leader Beppe Grillo. E se questa situazione generasse instabilità? “Vedremo”, dice.

Cappelletti, a Roma con gli altri neoeletti per il meeting 5Stelle, è stato al centro delle polemiche nei giorni scorsi a seguito delle dichiarazioni del Pd di Padova, che lo aveva ribattezzato “riciclato 5 Stelle” visto che nel 1996 era candidato alla Camera per la Lega Nord. Il segretario democratico Piero Ruzzante ha scritto su twitter: “Nel 1996 Enrico Cappelletti, oggi capolista al Senato per Grillo in Veneto, era il candidato della Lega Nord – trombato – nel collegio 15 di Padova Centro. Nel 1998 riesce a battere ogni record pigliando 0 preferenze alle comunali di Albignasego”. Ma Cappelletti spiega al fattoquotidiano.it: “Curioso che a distanza di quasi vent’anni dia del riciclato a me, quando nella giunta di Flavio Zanonato (sindaco di Padova, ndr), ad esempio, c’è gente che ha fatto politica con me nella Lega 20 anni fa”. E alle accuse di essere un “trombato” replica che “con oltre 17mila voti personali di preferenza, a 28 anni, non mi sembra di essere stato trombato. Anzi, ho portato la Lega Nord ai suoi massimi storici in città”.

Dal 1996 Cappelletti non ha più rinnovato la tessera del Carroccio. Un partito che allora aveva alcuni tratti comuni con M5s. “Mi sono candidato quando la Lega correva da sola, senza Berlusconi. Allora era un partito attento alla piccola e media impresa del nordest, ma ha deluso l’elettorato e si è rivelato inconcludente sul piano sia dello sviluppo economico che del federalismo”. Oggi, invece, il Movimento 5 Stelle in Veneto “ha avuto un’accoglienza molto positivo da parte delle pmi, e Grillo ha incontrato alcuni piccoli imprenditori quando è venuto a Treviso. Monti, invece, ha preferito la Fiat di Melfi“. E oltre alla politica economica quali sono oggi i punti di forza di M5S rispetto alla Lega? “Il limite dei due mandati, con cittadini che pro tempore ricoprono cariche politiche”.