Bersani gli tende la mano. Grillo risponde a muso duro. E il segretario controreplica sugli stessi toni. In una parola: rottura su tutta la linea. E’ arrivata la presa di posizione di Beppe Grillo alla proposta di dialogo fatta ieri dal segretario del Partito democratico. E non è stata un’apertura. Anzi. Sul suo blog il comico genovese ha chiuso ad ogni ipotesi di fiducia ad un governo con targa democratica. Non solo. Il leader del M5S ha definito il numero uno del Pd uno “stalker politico” a causa delle proposte fatte al movimento. E conferma la linea: nessun inciucio, lui e i suoi parlamentari voteranno solo i provvedimenti che fanno parte del loro programma. Il leader del Pd, a sua volta, ha diramato una nota molto chiara: “Quel che Grillo ha da dirmi, insulti compresi, lo voglio sentire in Parlamento. E lì ciascuno si assumerà le proprie responsabilità“. Come dire: dialogo morto sul nascere. Vendola, però, ha ancora qualche speranza: “Mi auguro sinceramente che si riuscirà a dare una risposta forte al vento di cambiamento che soffia impetuoso nel Paese. Su questo convincimento ho registrato una condivisione totale con Bersani. Niente governissimo, spero che non sia questo l’auspicio di Grillo”. 

Il post di Grillo sul suo blog
“Bersani è uno stalker politico”. Inizia così il post di Grillo che sembra far svanire ogni ipotesi di ‘convergenza’ tra Movimento 5 Stelle e Partito democratico. Nessuna fiducia, nessun inciucio, ma solo voto positivo in caso di proposte aderenti al programma a 5 Stelle. E fin qui nulla di nuovo. Sono i toni di netta chiusura, al contrario, a far intravedere una strada difficilissima all’idea del Pd di contare sull’appoggio del M5S all’agenda snella proposta da Bersani. Grillo, sul suo blog, spiega i motivi del diniego. E ricorda cosa Bersani ha detto di lui negli ultimi tempi.

“Da giorni sta importunando il M5S con proposte indecenti invece di dimettersi, come al suo posto farebbe chiunque altro – ha scritto Grillo – E’ riuscito persino a perdere vincendo. Ha superato la buonanima di Waterloo Veltroni. Bersani ha passato gli ultimi mesi a formulare giudizi squisitamente politici, ricordiamoli”. E giù la lista degli insulti partoriti dal segretario: “Fascisti del web, venite qui a dirci zombie”, “Con Grillo finiamo come in Grecia”, “Lenin a Grillo gli fa un baffo”, “Sei un autocrate da strapazzo”, “Grillo porta gente fuori dalla democrazia”, “Grillo porta al disastro”, “Grillo vuol governare sulle macerie”, “Grillo prende in giro la gente”, “Nei 5 Stelle poca democrazia”, “Grillo fa promesse come Berlusconi”, “Grillo dice cose sconosciute a tutte le democrazie“, “Grillo? Può portarci fuori da Europa”, “Basta con l’uomo solo al comando, guardiamoci ad altezza occhi, la Rete non basta”, “Se vince Grillo il Paese sarà nei guai”, “Siamo di gran lunga il primo partito e questo vuol dire che siamo compresi. Perché a differenza di quello lì che urla, noi ci guardiamo in faccia, noi facciamo le primarie, stiamo tra la gente”, “Indecente, maschilista come Berlusconi“, “Da Grillo populismo che può diventare pericoloso”.

Dopo aver messo in file le accuse a lui rivolte da Bersani, Grillo passa all’attacco diretto: “Ora questo smacchiatore fallito ha l’arroganza di chiedere il nostro sostegno” ha scritto il leader M5S, riprendendo quanto detto ieri dal segretario democratico in conferenza stampa (“So che fin qui hanno detto ‘tutti a casa’ ora ci sono anche loro, o vanno a casa anche loro o dicono che cosa vogliono fare per questo paese loro e dei loro figli”). Infine la riproposizione della linea politica del movimento, sempre a partire dalla critica al Pd e al suo sostegno al governo tecnico di Mario Monti: “Negli ultimi venti anni il Pd ha governato per ben 10 anni e nell’ultimo anno e mezzo ha fatto addirittura il governissimo con il Pdl votando qualunque porcata di Rigor Montis. Strette di mano e abbracci quotidiani tra Alfano e Bersani alla Camera, do you remember?”. “Il M5S – ha spiegato il comico genovese – non darà alcun voto di fiducia al Pd (nè ad altri). Voterà in aula le leggi che rispecchiano il suo programma chiunque sia a proporle. Se Bersani vorrà proporre l’abolizione dei contributi pubblici ai partiti sin dalle ultime elezioni lo voteremo di slancio (il M5S ha rinunciato ai 100 milioni di euro che gli spettano), se metterà in calendario il reddito di cittadinanza lo voteremo con passione.