Chiuse le urne, ritorna l’incubo spread e il rosso in Borsa con Piazza Affari che ha terminato una giornata caratterizzata da grande nervosismo in calo del 4,89 per cento. Il differenziale tra Btp e Bund tedeschi è schizzato così a 347 punti e ha poi chiuso a quota 344. Un rialzo annunciato dopo che ieri aveva chiuso a 300 punti in aumento rispetto alle prime ore del pomeriggio. Subito dopo i primi dati degli instant poll che davano la vittoria del centrosinistra il differenziale è sceso fino a toccare 255. Dopodiché le proiezioni hanno ribaltato il risultato politico, scatenando il terrore sui mercati.

Il dato però non preoccupa Silvio Berlusconi. “Abbiamo vissuto felicemente per tanti anni senza preoccuparci dello spread che è un’invenzione di due anni fa – ha detto a La telefonata di Canale 5 – lasciamolo stare, non confrontiamoci sempre e comunque con la Germania, non ha importanza, abbiamo sempre fatto a meno dello spread continuaimo a farne a meno, non sono assolutamente preoccupato i mercati sono indipendenti e anche un po’ matti”.

LA CRONACA ORA PER ORA

17.30 – Milano chiude in forte calo a -4,89% – L’indice Ftse Mib ha terminato una giornata caratterizzata da grande nervosismo a 15.552 punti. Le vendite hanno colpito l’intero paniere, con particolare intensità però sul comparto bancario, ma non solo. E’ stata infatti presa di mira anche l’intera squadra delle partecipate dal Tesoro, da Enel a Eni e Finmeccanica, mentre hanno fatto eccezione alcuni titoli più esposti all’estero, come Pirelli, Prysmian e Diasorin. Per gli istituti di credito è stato un vero e proprio terremoto, con cali che vanno dal 10,47 per cento di Banco Popolare e dal 10,27 per cento di Mediolanum al 9,07 per cento di Intesa Sanpaolo, su cui la Consob ha anche posto il divieto di vendite allo scoperto. Un provvedimento che ha interessato anche Carige (-7,8 per cento). Sotto torchio Unicredit (-8,46 per cento) e Mediobanca (-8,64 per cento), che ha diffuso i dati semestrali nel giorno meno indicato, mentre Bpm ha lasciato sul campo il 5,72 per cento.

17.17 – Bernanke: “L’esposizione delle banche americane all’Italia è modesta” – Il numero uno della Fed ha avvertito che “anche nell’ipotetico caso di una svalutazione del debito italiano non ci sarebbero seri danni alle nostre istituzioni finanziarie”. Piazza Affari si avvia intanto a chiudere in calo del 4,4 per cento.

16.13 – Piazza Affari lima il ribasso dopo l’avvio di Wall Street – Nel pomeriggio, sulla scia della Borsa americana che ha aperto in rialzo grazie al dato sull’aumento del prezzo delle case, l’indice Ftse Mib segna -3,5 per cento. Bancari sempre in forte calo, mediamente intorno al -6 per cento. Bene l’energia e collegati, con Saipem -0,1 per cento, Tenaris -0,5 per cento. Titolo peggiore Mediolanum con un -8,8 per cento.

15.37 – Wall Street apre in rialzo nonostante il nervosismo dei mercati europei – Il Dow Jones sale dello 0,45 per cento a 13.847,52 punti, il Nasdaq avanza dello 0,37 per cento a 3.127,86 punti mentre lo S&P 500 mette a segno un progresso dello 0,3 per cento a 1.492,16 punti.

14.53 – Rehn: “Fiducia in Napolitano, troverà soluzione” – Il commissario Ue agli affari economici ha detto che “gli italiani hanno fatto la loro scelta democratica e ora il quadro è complesso”. E ha aggiunto: “Ma abbiamo fiducia nelle istituzioni e nell’abilità del presidente Napolitano di trovare una soluzione rapida che assicuri all’Italia di affrontare le sfide che ha di fronte”.

14.47 – Piazze europee in rosso, Milano la peggiore a -4,2% – Continuano a soffrire le borse europee a causa dell’esito delle elezioni italiane. Milano perde il 4,2 per cento, segnando il risultato peggiore, Madrid cede il 2,4 per cento e Parigi indietreggia dell’1,9 per cento. Male anche Francoforte (-1,55 per cento) e Londra (-1,3 per cento). A Piazza Affari continuano a soffrire i finanziari, come Mediolanum (-9 per cento) e Intesa (-8,6 per cento). E i gruppi con un alto debito come A2A (-9 per cento) e Telecom (-6,6 per cento).

14.18 – Soffrono le società dove Berlusconi è azionista – Mediaset perde oltre il 5 per cento, dopo che ieri era stata sospesa per eccesso di volatilità. E Mediolanum crolla segnando -8,49 per cento, mentre fuori dal paniere principale Mondadori indietreggia del 2,24 per cento.

13.40 – Spread a 337 punti, si restringe la forbice con la Spagna – Dopo una prima fase di seduta molto volatile, dove si è passati da un minimo di 302 a un massimo di 348 punti, lo spread tra Btp decennali e titoli tedeschi si è relativamente stabilizzato intorno ai 335 punti, complice l’esito dell’asta di Bot, dove si è registrata una discreta domanda, sia pure con un rialzo dei costi di finanziamento. Si è nel frattempo ristretta la differenza con lo spread tra Bonos spagnoli e Bund, che ora si aggira a 379 punti per un tasso del 5,26 per cento. Venerdì scorso la forbice era pari a circa 70 punti base, quasi il doppio. 

13.38 – Consob vieta vendite allo scoperto su Banca Carige – La Consob ha deciso di vietare le vendite allo scoperto sul titolo Banca Carige. Il divieto è stato adottato in applicazione dell’articolo 23 del regolamento comunitario in materia di “short selling”, tenuto conto della variazione di prezzo registrata oggi dal titolo (superiore alla soglia del 10 per cento).

13.25 – Piazza Affari recupera leggermente terreno, a -4,61%

12.40 – Consob vieta le vendite allo scoperto su Intesa – Il provvedimento è in vigore oggi e per tutta la seduta di domani. Il titolo è attualmente sospeso con un ribasso teorico del 10,2 per cento. Il divieto è stato adottato in applicazione del regolamento, tenuto conto della variazione di prezzo registrata dal titolo (superiore alla soglia del 10 per cento).

12.03 – Borsa a Milano scivola di nuovo – Nuovo scivolone a Piazza Affari in un mercato super volatile. Il Ftse Mib è sceso di oltre il 5% per pochi istanti e ora cede il 4,8% con una nuova raffica di sospensioni al ribasso: Intesa, Mediolanum, Bper e A2a.

11.38 – Spread Bund-Btp sopra i 330 punti dopo asta Bot –  Piazza Affari peggiora dopo l’asta di Bot che ha registrato tassi in forte aumento. Sono stati collocati titoli di Stato a sei mesi per 8,75 miliardi di euro, con un rendimento medio all’1,237%, ovvero 51 punti base in più, il livello più alto dall’ottobre scorso. Il Ftse Mib segna uno scivolone del 4,55% a 15.605 punti, dopo l’esito delle elezioni politiche, mentre lo spread sfiora i 334 punti. Sul listino principale crollano i titoli del comparto bancario, con Intesa Sanpaolo cede il 9,88%, Unicredit l’8,74%, Banco Popolare l’8,36% e Mediobanca il 7,77%. In profondo rosso anche gli assicurativi, con Mediolanum (-9,14%) e Generali (-6,23%).

11.17 – Spread stabile a 329 dopo l’asta Bot – Andamento stabile per lo spread Btp-Bund dopo l’asta di Bot a sei mesi, che ha fatto segnare un notevole innalzamento del rendimento offerto. Il differenziale fra i decennali resta in area 330 punti (a quota 329,8) con il rendimento al 4,77%. In flessione, dopo il picco a 410 punti, lo spread fra Bonos e Bund, a quota 378 punti.

11.15 – Tesoro: pieno asta Bot, ma tasso vola all’1,237 – Il Tesoro ha assegnato tutti gli 8,75 miliardi di Bot a 6 mesi, ma con tassi in volata oltre l’1% sulla scia dell’esito elettorale. Il rendimento medio è salito all’1,237% dallo 0,731% dell’asta di gennaio. La domanda è stata di 1,44 volte l’importo offerto, in calo da 1,65 del mese scorso.

10.59 – Spread Btp-Bund a 327 in attesa di asta Bot –  Lo spread tra Btp decennali e Bund tedeschi equivalenti risale leggermente a quota 328 punti, in attesa dell’asta di Bot, che darà un ulteriore segnale dell’approccio dei mercati al risultato del voto. Il rendimento è al 4,75%. Il differenziale Bonos/Bund si attesta a 379 punti per un tasso del 5,28%.

10.14 – Sale rendimento debito – L’esito delle elezioni italiane produce i suoi effetti anche sul rendimento del debito emesso dai grandi gruppi quotati a Piazza Affari e sui credit default swap (cds), cioè le assicurazioni contro la loro insolvenza. Secondo i dati di Bofa Merrill Lynch elaborati da Bloomberg, il debito a lungo termine delle aziende italiane segna il maggior calo in Europa, con il valore dei bond dell’Enel giù dell’1,7%, quello di Finmeccanica dell’1,4% e quello di Telecom dell’1%. Balzano invece i cds: quelli su Telecom di 22 punti base, quelli su Intesa di 22 punti, su Unicredit di 20 punti, sull’Enel di 18 punti, su Generali di 16 punti.

09.41 – Interventi sulla volatilità La Consob, in contatto con Borsa italiana, sta valutando la possibilità di adottare provvedimenti tecnici per diminuire la volatilità dei mercati. E’ quanto si apprende da fonti vicine alla commissione. 

9.39 – Borsa a picco dopo i primi scambi – Borsa a valori a picco nei primi scambi, in reazione all’esito del voto che ha consegnato uno scenario frammentato e incerto, a forte rischio di ingovernabilità. L’indice Ftse Mib segna un ribasso del 4,11%, dopo aver toccato anche il -5%. Netto cedimento per i titoli bancari, i più esposti e sensibili, che risentono anche dell’innalzamento dello spread, ora sui 322 punti. I titoli sono stati sospesi in avvio per eccesso di ribasso. Unicredit perde il 7,3%, Intesa l’8,4%, Monte Paschi il 7,5%. Generali segna -5,6%. Sul resto del listino ribassi medi intorno al 3%; fanno peggio Telecom (-5,9%), Finmeccanica (-4,3%), Exor (-4,5%). Nell’energia Enel -4%, Eni -2,2%. Tiene Impregilo (-0,2%) il cui prezzo è legato all’Opa.

09.30 – Sospese Telecom e Mediaset – Continua la raffica di sospensioni alla Borsa valori. Sono al momento bloccate le contrattazioni di Intesa, Telecom, Mediaset, Bpm e Luxottica. In precedenza erano state sospese A2A, Ferragamo ed Exor. E’ entrata in contrattazione Mediolanum che segna -7,7%. Avviate le negoziazioni anche per Banco Popolare (-7,5%), Ubi (-6,7%) e Monte Paschi (-8,2%). L’indice Ftse Mib segna un -4,40.

09.27 – Crollano i bancari – Forti cali anche per gli altri istituti di credito che sono riusciti a entrare in contrattazione solamente da pochi minuti, mentre lo spread Btp-Bund ripiega leggermente dopo essere schizzato a 340 punti. Mps segna un calo del 8,71%, Ubi Banca del 6,44% e Banco Popolare del 7,59%. Bpm è sospesa dagli scambi con una flessione teorica del 7,08%, mentre Mediobanca lascia sul terreno il 5,83% e Bper il 5,10%.