Boom di Beppe Grillo in Emilia Romagna. Inutile girarci attorno, nemmeno gli instant poll posso sviare il dato reale che a tarda notte arriva dal sito web del ministero dell’Interno. In Emilia Romagna al Senato, scrutinate tutte le sezioni (4511 su 4511), si afferma l’exploit del Movimento 5 Stelle con il 23,18% (oltre 529mila voti) e una parziale tenuta della coalizione del centrosinistra. 

Infatti su una percentuale di votanti comunque in calo  dalle Politiche del 2008 (81,95% rispetto al precedente 86,17%), la lista di Beppe Grillo schizza subito al secondo posto in Regione, surclassando tutti gli altri. La coalizione di centrosinistra si attesta sul 42,13%, il centrodestra al 21,3% e M5s, appunto al 23,08%. Lontanissime le altre coalizioni con i partiti che sostengono Monti all’8,9% e la lista Ingroia all’1,5%. 

Con questa proiezione ufficiale rispetto ai dati del Senato il Pd passerebbe dal 45% dei voti ottenuti nel 2008 (alle Regionali del 2010 con Errani presidente aveva ottenuto il 40,6) al 39,1%. Il partito di Berlusconi dal 29,4% del 2008 (24% nel 2010) arriva ad un misero 16,6%.

Se poi si passa alla Camera  (4511 sezioni su 4511) lo tsunami Grillo travolge ulteriormente centrosinistra e centrodestra piazzando un 24,6% da ko, con il Pd al 37,4% e Pdl al 16,2%, Monti al 7,9% e Ingroia all’1,9%. Gli alleati di Pd e Pdl, cioè Sel e Lega Nord finiscono la prima col 2,8% e la seconda al 2,5%, ampiamente sotto la soglia del 4%. Letteralmente scomparsi Udc (1,1%) e Fli (0,2%).

Il primo grande e discusso escluso al prossimo Parlamento risulta essere Giovanni Favia, andatosene dai 5 Stelle alla vigilia del voto per sposare la lista di Ingroia. Proteste viaggiano infine sulla rete tra quello che rimane del popolo leghista. Angelo Alessandri, ex Carroccio twitta: “E tutti quei geni della politica che si atteggiavano ….. Lega rischia sparire Liguria, Toscana , emilia romagna … 25 anni buttati !”.