Tutto cominciò nel luglio 2003, quando Silvio Berlusconi, allora Premier italiano in rappresentanza della Presidenza di turno Ue dell’Italia diede all’Europarlamento del “kapò“, ovvero dello sgherro dei nazisti nei campi di concentramento, a un’eurodeputato tedesco e socialista che aveva osato criticarlo in aula, Martin Schulz appunto.
 
Da allora Berlusconi è diventato quello che è oggi e Schulz prima leader del gruppo dei Socialisti e democratici al Parlamento europeo e poi addirittura presidente dell’aula.
Insomma tra i due di sicuro non scorre buon sangue. Nel febbraio 2011, in pieno scandalo del Rubygate, imbeccato dai giornalisti, Schulz (allora non ancora presidente del Parlamento europeo) disse che quello che emergeva in Italia a proposito di Berlusconi era una “vergogna” e che “al di là delle controversie politiche che abbiamo avuto, trovo che l’Italia meriti un altro presidente del governo, anche di destra, visto che la destra ha vinto le elezioni ed è giusto che governi”. E poi ancora nel novembre 2011, il giorno dopo la caduta del governo Berlusconi (incapace e gestire la crisi che attanagliava l’Italia), Schulz (proiettato verso la presidenza dell’Europarlamento), disse che si trattava di “un evento da celebrare. Le immagini hanno parlato chiaro su come il popolo italiano ha vissuto la caduta di Berlusconi”.
 
Oggi da presidente del Parlamento europeo, Schulz dovrebbe forse stare più attento a quello che dice (anche se Berlusconi da Premier diede a lui del “kapò” e alla Merkel, secondo quanto si è letto sulla stampa di mezza Europa, della “inchiavabile culona”). Ma la domanda è: il fatto che Schulz abbia espresso delle libere opinioni tra l’altro estrapolate da un’intervista più generale, costituisce davvero uno scandalo internazionale? Forse più scandalose sono le sparate ormai quotidiane di Berlusconi, la sua campagna elettorale incentrata sulla demonizzazione da bar della Germania o ancora, permettetemi di ricordarlo, il montaggio del Tg1 della famigerata scena del kapò, che l’allora direttore Clemente J Mimun (re del panino poi arruolato da Mediaset) mandò in onda senza audio ma con un resoconto parziale fuori onda, tanto da meritarsi il confronto con il telegiornale sovietico di Breznev da parte del Financial Times.
Ma attenzione: se Berlusconi dovesse malauguratamente vincere le elezioni e tornare Premier, si troverà di nuovo all’Europarlamento in rappresentanza dell’Italia nel luglio del 2014 quando spetterà ancora a noi la presidenza di turno dell’Ue. In quell’occasione Martin Sculz sarà allo scadere del suo mandato di presidente del Parlamento europeo che dura due anni e mezzo, ma non è escluso che proprio lui riceverà il Premier italiano nell’aula di Bruxelles. Chissà come gli si rivolgerà Berlusconi (ovviamente se eletto)…
 
Twitter: @AlessioPisano
Seguimi anche sul mio sito: www.alessiopisano.com