I Grandi Autori, dall’Alighieri a Michelangelo – “ Mai praticai giente più ingrate né più superbe che e’ fiorentini” – da Stendhal a Papini & Prezzolini fino ad arrivare all’americana Mary McCarthy, autrice del pregevole Le Pietre di Firenze – “questa è una città di sopportazione, una città di pietra”- i grandi scrittori non sono mai stati teneri con Firenze, figurarsi se avessero avuto modo di constatare le attuali condizioni di Firenzi dell’ebetino Matteo, come il grillo Luigi nell’assemblea M5S di ieri sera, ha de/finito l’attuale sindaco del capoluogo toscano, da lustri amministrato dal Pc >  Ds > Pd > Pidimenoelle & chi più ne ha più ne metta.

Come si fa a resistere? – annotava ancora la McCarthy ri/– il visitatore di passaggio a Firenze [che] si chiede (…) tanto la città gli sembra opaca, monotona, provinciale (…) quel che irrita il turista moderno, è che Firenze non fa concessioni al principio del piacere”.

“La Firenze storica è un incubo per la popolazione d’oggi – prosegue McCharty – E’ come uno sconfinato possedimento di famiglia, il cui mantenimento è troppo oneroso per gli eredi che, lasciando andare in rovina il loro patrimonio, divengono bersaglio delle critiche degli stranieri”.

Perché a differenza di Roma o di Venezia, “per Firenze la storia non è né leggenda, né eternità, è invece un peso immane di pietra grezza da costruzione, che richiede una manutenzione continua e che opprime la città come un debito, bloccandone il progresso” – concludeva Mary McCharty.

Un punto di vista impietoso ma obiettivo – “I fiorentini inventarono il Rinascimento, vale a dire il mondo moderno, il che naturalmente non fu un bene in termini assoluti” – che McCarthy vergò all’inizio dei ’50, quando la città nemmeno subodorava la devastazione che l’avrebbe ridotta a palude culturale & strade costellate di buche, come la Firenzi che sopravvive ancor oggi.

Una situazione di degrado in cui l’M5S è pronto a intervenire a partire dal seguente documento sul patrimonio storico-artistico e ambientale suddiviso in 10 tweet, rintracciabili nella loro forma integrale sul blog di Beppe Grillo, e che qui per brevità sintetizzo liberamente:

  1. La cultura non è ornamento ma cura dei giovani che cercano un lavoro dignitoso e dei cittadini che rifiutano privilegio, incuria, corruzione;
  2. Il patrimonio non va solo ricercato nei musei o nei siti archeologici (…) il patrimonio che tutti dobbiamo mobilitarci a difendere è la mente, il talento, la tenacia & via discorrendo (nda);
  3. La tutela del patrimonio inizia nelle scuole (…) e passa per le città meno inquinate e meglio servite (…) per la creazione di occupazione qualificata nell’ambito della storia dell’arte, del restauro, della ricerca, della divulgazione (…);
  4. La tutela del patrimonio non è riconducibile alla questione sponsor sì, sponsor no. (…) La comunità deve poter trarre vantaggio dalle partnership pubblico-private. Le sponsorizzazioni siano una forma di restituzione, non solo di pubblicità e appropriazione. (…)
  5. Cultura è rispetto della legalità. Dunque concorsi trasparenti, incarichi assegnati a persone senza cricca, applicazione delle norme di sicurezza nei cantieri, appalti regolari, rispetto delle competenze nella lotta alla 
discriminazione di genere e al lavoro nero (…) manutenzione ordinaria del patrimonio diffuso invece che 
interventi emergenziali e retoriche del “capolavoro”. Mai più Bertolaso.
  6. Le politiche del turismo devono contribuire alla qualità della vita di tutti e di ciascuno. Noi non crediamo che l’Italia debba diventare un paese di campagne dilapidate e aggregati urbani informi costellato di resort a 7 stelle 
destinati a oligarchi.
  7. Innovare le politiche culturali e modificare drasticamente il funzionamento degli 
istituti italiani di cultura all’estero. (…) Istituzione di un fondo pubblico per l’incentivo alla traduzione in lingua inglese della migliore narrativa e saggistica 
italiana (…) La diplomazia culturale non deve essere, com’è spesso oggi, sussidio per affiliati e contigui.
  8. L’ambiente naturale è una risorsa preziosa e non rinnovabile. Non distruggiamo, non cementifichiamo, non svendiamo isole, mari, 
litorali, foreste. Dobbiamo affermare il principio che non si consuma 
più suolo, al contrario: si ritorna alla terra incoraggiando 
l’agricoltura biologica di qualità.
  9. Fare buona agricoltura equivale a conservare il territorio per garantire sicurezza alimentare, assicurare prospettive innovative di impiego e crescita.
  10. Diversità biologica e diversità culturale i due aspetti dell’integrità del nostro patrimonio. Sino a oggi, due legislazioni parallele hanno messo in conflitto tra 
loro l’unico e l’altro aspetto. L’istituzione di un ministero unico per i
beni culturali e ambientali rappresenta il primo passo per risolvere questa contraddizione consolidatasi in epoca fascista.

Davvero pas mal questo documento redatto dall’M5S firenzino che, ben lungi dall’esser conchiuso essendo ancora in progress, incorre in talune lacune… per esempio sul ruolo dell’arte contemporanea in una città d’arte come Firenze, o sulla la necessità di intervenire sulla riqualificazione delle attuali periferie firenzine & via discorrendo.