Il suo movimento è in affanno in vista delle elezioni e Giorgia Meloni le tenta tutte per risalire la china. Ieri, ad esempio, ha dedicato tempo ed energie alla stesura di una lettera alla Rai e alla Commissione di Vigilanza. Il tema? Nientemeno che la presenza di Carla Bruni al Festival di Sanremo: “La sua presenza al Festival di Sanremo – ha scritto l’ex ministro in un comunicato stampa – è contraddittoria e non in linea con il nostro senso di appartenenza e di rispetto civile. Mi chiedo se i minuti di ribalta concessi a una cantautrice d’oltralpe che ha disprezzato la propria identità italiana e ha contribuito a tenere aperte le ferite della nostra storia e della nostra coscienza collettiva, possano essere compatibili con il rispetto dovuto alla nostro nazione e con il ruolo del servizio pubblico radiotelevisivo”.

Quando si dice saper riconoscere le priorità…

Nella polemica sanremese scatenata dall’intervento di Maurizio Crozza, entra a gamba tesa Nichi Vendola, anche lui in affanno negli ultimi sondaggi pubblicati prima dello stop. Per il leader di Sel, l’esibizione di Crozza è paragonabile addirittura all’Opera da tre soldi di Brecht (sic!). Esibizione rovinata “dall’agguato organizzato delle truppe berlusconiane, incapaci di cogliere la finezza culturale della presa in giro che Crozza ha fatto del Cavaliere”.

E se interviene Nichi, Antonio Ingroia non può mica tacere. Ospite di un forum del Messaggero, l’ex pm di Palermo avalla l’ipotesi della contestazione organizzata: “Credo che Silvio Berlusconi abbia approfittato con una claque per disturbare Crozza”.

E poi, come un Johnny Stecchino qualsiasi di fronte al proprio sosia, ha esclamato: “Ma quando mi imita non mi somiglia per niente”.

Ma in una giornata così pregna di profonde analisi politiche ed economiche, la perla è di Niccolò Ghedini. L’avvocato-parlamentare se la prende con Giancarlo Magalli, annunciando querele con un arzigogolato comunicato in tribunalese strettissimo: “Durante la trasmissione ‘I fatti vostri’, Giancarlo Magalli nel commentare le contestazioni avvenute durante l’imitazione del presidente Berlusconi da parte di Maurizio Crozza ha rilasciato dichiarazioni palesemente diffamatorie, affermando che due contestatori allontanati sarebbero stati ritrovati con in tasca ‘assegni rilasciati da Spinelli’, con ciò lasciando chiaramente intendere che trattavasi di operazione preordinata e prezzolata tramite un collaboratore del presidente Berlusconi. La frase è stata pronunciata in un contesto non certo di satira e non è rinvenibile né prima né dopo alcuna forma di ironia sul punto”.

Si mormora che il tribunale competente sia quello di Forum.