E’ passato alla Camera dei Comuni il Marriage Bill, il provvedimento che prevede la legalizzazione delle nozze gay in Gran Bretagna a partire dal 2014 lasciando libertà di scelta alle singole confessioni se autorizzare le celebrazioni nei loro luoghi di culto. Il testo è stato approvato con 400 voti a favore e 175 contrari. Ora, per diventare legge, dovrà passare alla Camera dei Lords che dovrà pronunciarsi il prossimo maggio e poi ritornerà ai Comuni per un secondo voto. Secondo la Bbc la metà dei conservatori si sarebbe espressa contro la legge, che però è stata fortemente voluta dal premier tory David Cameron. 

Se la legge che permette i matrimoni gay sarà definitivamente approvata, la Gran Bretagna sarà l’undicesimo paese – dopo il voto del 2 febbraio in Francia – ad avere le unioni legali tra persone dello stesso sesso. Nel Paese l’unione civile era già comunque riconosciuta sin dal 2005. Prima del voto il premier David Cameron era intervenuto in televisione affermando che la legge “renderà più forte la società britannica”.  Il primo ministro aveva sottolineato di rispettare le idee degli altri, dei “ribelli” del suo partito, ma aveva anche ribadito che “il rinnovamento deve proseguire”. Idea non condivisa dai tories che ora mettono in discussione le prospettive del partito alle prossime elezioni del 2015. I voti contrari alla fine sono risultati superiori alle aspettative che li stimavano in circa 140-150.

Tre ministri conservatori avevano annunciato dalle colonne del Daily Telegraph che avrebbero votato a favore. “Come ha detto David Cameron, noi dobbiamo sostenere i matrimoni gay non nonostante, ma perché siamo conservatori”. E’ quanto hanno scritto, in una lettera pubblicata oggi sul quotidiano, George Osborne, il ministro delle Finanze, William Hague, degli Esteri, e Theresa May, dell’Interno, sottolineando che una “sostanziale maggioranza” dei britannici sostiene il matrimonio gay. “Il matrimonio si è evoluto nel tempo, noi crediamo che aprirlo alle coppie dello stesso sesso rafforzerà, non indebolirà l’istituzione” hanno scritto in quello che è suonato come un appello ai colleghi di partito.

Per approvare il provvedimento sono stati fondamentali i deputati Labour e Libdem, che hanno permesso di raggiungere la maggioranza di 400. L’intenso dibattito alla Camera si era aperto con la relazione del ministro della Cultura, Maria Miller, che ha ricordato come il “concetto di matrimonio sia cambiato negli anni”. “Tutte le coppie che si prendono un impegno per tutta la vita devono poterlo chiamare matrimonio, senza differenza fra coppie di due sessi diversi o dello stesso sesso” aveva dichiarato. I conservatori “dissidenti” avevano fatto sentire le loro ragioni: “Il matrimonio è un’unione fra uomo e donna, lo è stato nella storia e deve rimanere tale – aveva sostenuto il deputato tory Roger Gale – Siamo nel territorio di Alice nel Paese delle meraviglie, si sta tentando di riscrivere il vocabolario”.