Due senatori in cambio della desistenza. Questa, secondo Antonio Ingroia, sarebbe la “proposta indecente” fatta dal Partito Democratico a Rivoluzione Civile: “Certo che il Pd ci ha proposto la desistenza – ha detto il magistrato nella sua Palermo -, la loro proposta era che noi dovevamo desistere e che un paio di senatori ‘mascherati‘ dovevano essere presentati nella lista del Pd. Mascherati perché non si doveva capire e riconoscere che erano nostri, perché Bersani doveva dimostrare poi a Monti che non aveva fatto alcun accordo con noi. Siamo seri”. Come rivelato dallo stesso Ingroia in un’intervista a Fanpage.it, l’autore dell'”offerta” è stato Luciano Violante: “Franceschini ha ragione quando dice che non ci siamo mai visti – spiega il leader di Rivoluzione Civile -. Infatti è stato Violante, nel corso di un incontro, ad avanzare la proposta dei due senatori ‘mascherati’. Il Pd sa bene chi è stato”.

Ingroia afferma che gli unici a proporre una proposta politica al Pd erano stati proprio loro di Rivoluzione Civile: non si trattava di un “patto di desistenza”, ma di “un governo di centrosinistra riformista e progressista, dove non poteva esserci spazio per Monti, portatore di una politica neoliberista che stanno piangendo ancora oggi molti lavoratori italiani”. Secondo Ingroia, “Bersani non ha accettato perché evidentemente aveva già deciso di fare un accordo con Monti dopo le elezioni”.

Gli attacchi di Ingroia non risparmiano nessuno, né Pier Luigi Bersani, né tantomeno Beppe Grillo e Nichi Vendola: “Bersani da una parte e Grillo dall’altra si sono mostrati mestieranti della politica perché chi guarda al bene del Paese cerca il dialogo e un’alternativa di governo. Bisogna smascherare le ipocrisie. Mentre noi cercavamo un accordo con il Pd, Bersani stringeva un accordo sottobanco con Monti che, con Berlusconi, glielo ricordiamo, sono le due facce della stessa medaglia”. “Appena siamo entrati in scena i sondaggi del Pd – ha aggiunto – sono calati. Hanno paura di perdere“. Come Beppe Grillo: “Apprezzo il Movimento 5 Stelle, ma sempre meno chi li guida. Grillo ha avuto paura del confronto e che una parte del suo elettorato transitasse da noi”. Il procuratore aggiunto in aspettativa mette sul banco degli imputati anche Vendola: “Sta usando la coalizione del centrosinistra come un taxi per superare lo sbarramento del 4%. Noi siamo più coraggiosi. Troppo comodo pensare di fare l’anima bella dopo”.