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Enrica Garzilli
docente universitaria e scrittrice

La cultura dello stupro in India (e a Bergamo)

stupri nel mondoOrmai la chiamano la ‘cultura dello stupro’. Dicono che in India ci sia uno stupro ogni 20 minuti, spesso di gruppo. Altro che mistica India, terra di guru e santoni vari! Ma sapete cosa mi scoccia profondamente? Prima di tutto le obiezioni degli indiani stessi nelle newsgroup e in larga parte della stampa locale. Ne riporto qualcuna.  

1) In primis, il confronto. Una violenza carnale ogni 20 minuti in India, ma in Usa ogni 2 minuti, anche se la popolazione è molto inferiore, la Svezia capitale dello stupro del mondo ecc. (E allora? Facciamo una gara? I confronti diminuiscono la gravità – e la novità – di questo genere di crimine in India?)

2)Le donne devono esprimere il loro pieno potenziale in eguaglianza, ma devono essere prese misure per non diminuire il valore della famiglia. (Perché, l’eguaglianza di una donna minaccia la famiglia? E cos’è che se fatto come gli uomini la mette in pericolo?)

3)Il sesso è una forza molto potente. Per questo la società non deve promuovere una condotta che metta in pericolo le donne. (La condotta di chi? Delle donne o degli uomini? Significa che per non essere violentati non bisogna essere liberi sessualmente?)

4)Se non vuoi che tua figlia o tua moglie vengano violentate, dì loro di prendere delle precauzioni. (Tipo: non prendere l’autobus? Visto che il 14 gennaio a Delhi una passeggera in un bus è stata sequestrata e violentata dal guidatore e altri 5 uomini)

5)Dulcis in fundo: i paesi occidentali non devono dire all’India cosa deve fare e non devono interferire con i suoi affari interni. (Questo lo sapevamo già: i panni sporchi si lavano in famiglia! Certo, lo stupro di gruppo rovina molto l’immagine stereotipata dell’India che gli stessi indiani vendono con i pacchetti turistici)

I conservatori indiani dicono che la colpa degli stupri è dell’influenza occidentale che porta al decadimento morale. Vecchia storia. Che bisogna vietare l’uso del cellulari alle ragazze dei licei. Come se il cellulare fosse un incentivo allo stupro. E a Delhi si consiglia alle donne di non vestirsi in modo provocante. Come se lo stupro fosse conseguenza dell’abbigliamento donna e non della volontà di prevaricazione sessuale dell’uomo. Consigliano anche di non uscire da sole dopo le 9 di sera. Coprifuoco insomma.

Ma in tutto questo, la cosa che mi disturba di più è che anche Bergamo, dove negli ultimi giorni si sono consumate tre violenze carnali, si consiglia alle donne di non uscire da sole dopo le 9 di sera!
Siamo così diversi, insomma? Siamo davvero più avanzati noi nel civilissimo nord Italia, noi che denunciamo e ci sdegniamo, in confronto all’India portatrice della ‘cultura dello stupro’?


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