Consegna del simboli al ministero dell’Interno a Roma per la presentazione delle liste alle Nazionali. Molti gruppi e partiti fanno la fila da giorni, organizzano turni per presenziare piazza Viminale e garantirsi il turno all’entrata. “Sembra la fila per compare l’iphone” ironizza il comico Beppe Grillo arrivato nella Capitale per controllare che il logo cinque stelle sia depositato senza intralci. “Controlliamo che non si ci siano abusivi o infiltrati. Potrebbero presentare un logo movimento quattro stelle, dirci che qualcuno ha presentato un simbolo identico prima di noi”. “Ci stanno redento le cose difficili. Vogliono tagliarci fuori con ogni mezzo. Si vota a febbraio, non è mai successo nella storia della Repubblica, con le tormente di neve” afferma con ironia Grillo che aggiunge “ma dopo di noi c’è Alba Dorata, devono stare attenti, noi siamo una controparte democratica”. Sul partito capeggiato dal pm Antonio Ingroia e il no del movimento alle possibili alleanze Grillo afferma: “Spero che lui ci creda a questo meccanismo, ma dietro di lui c’è il vecchio Pc, Di Pietro, sono sempre gli stessi, non mi sembra qualcosa di nuovo, noi – prosegue – vogliamo cambiare l’economia, pensare ai figli, al futuro, questi hanno la visione di una settimana, sono già sorpassati dalla storia”. Per quanto riguarda le polemiche legate alle parlamentarie e agli infiltrati di altri partiti nel movimento il comico genovese risponde: “Noi siamo ecumenici, abbiamo delle regole: come essere incensurati e non aver più di un mandato alle spalle per essere candidati. Poi – afferma – capita che ci siano persone discutibili, abbiamo avuto un massone e un concorrente del Grande Fratello. Sulla carte erano perfetti, ma il movimento – precisa – in autonomia ha protestato e loro si sono fatti da parte”. Il limite di due mandati è fondamentale per Grillo: “La politica deve essere part-time. Tempo da dedicare agli altri, ma il proprio lavoro deve restare fondamentale. Io – conclude – dopo le elezioni torno a fare una tournée con un nuovo spettacolo. Così che deve essere”  di Irene Buscemi