Se vi avanza qualcosa da mangiare, pensateci prima di buttarlo. Si spreca cibo tutto l’anno e in questi giorni di abbuffate festive ancora di più: un comportamento non etico – se solo consideriamo povertà e disuguaglianze sociali crescenti – oltre che poco sostenibile su scala globale (il cibo non basta nel mondo, in molti Paesi la malnutrizione è una realtà). Da adesso però c’è una buona ragione per decidere di non buttare gli alimenti in scadenza o semplicemente di troppo, ed è Foodsharing. Si tratta di una piattaforma internet, per ora limitata alla Germania e disponibile esclusivamente in lingua tedesca, che aiuta a non sprecare cibo con lo scopo principalmente di condividere risorse preziose e dare una mano a chi è in difficoltà, ma anche di ridurre l’impatto dei rifiuti sull’ambiente.

Ogni anno, spiega il sito, un cittadino tedesco arriva a gettare via mediamente 80 chili di cibo in perfette condizioni, per un totale che ammonta a circa il 30% di tutta spazzatura prodotta da ciascuno. E le cose non vanno meglio nel resto dell’Europa. Come funziona la nuova piattaforma? Gli annunci riportano l’indicazione della città, della quantità del cibo offerto, della data di scadenza e naturalmente anche il giorno in cui i prodotti scelti potranno essere ritirati. Si può trovare di tutto e si può offrire di tutto, dal pane allo yogurt, dall’insalata alle banane. Per ora Foodsharing accoglie principalmente annunci di privati, ma in prospettiva è aperto anche alla   piccola e grande distribuzione, dove lo spreco abbonda.

L’idea è nata a Colonia all’inizio del 2012 grazie, tra gli altri, a Valentin Thurn, autore di Taste the Waste, documentario che indaga le ragioni profonde degli sprechi alimentari. Nel giro di pochi mesi, sovvenzionato attraverso un sistema di piccole quote versate da parte degli aderenti, il progetto si è già esteso a 8 città tedesche (tra cui anche Berlino e Amburgo). E c’è già chi pensa che, con la stessa velocità e naturalmente grazie alla rete, arriverà presto anche in Italia.

Il Fatto Quotidiano, 28 dicembre 2012