Il mercato dell’intermediazione dei diritti connessi al diritto d’autore ora è libero davvero e, da domani, ogni artista potrà scegliere liberamente da quale società o associazione farsi rappresentare per la gestione dei diritti che la legge gli riconosce a fronte delle utilizzazioni delle opere alle quali ha preso parte.

Ad un anno esatto da quando il Governo, con il suo decreto numero uno – quello sulle liberalizzazioni  – aveva “annunciato” l’intenzione di liberalizzare il mercato, riservandosi di varare nei tre mesi successivi le regole di attuazione. Nelle scorse ore il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Paolo Peluffo ha firmato, per il Presidente Monti il decreto di attuazione recependo le indicazioni e i suggerimenti ricevuti dall’Autorità Garante per la concorrenza e per il mercato.

A dare l’annuncio, questo pomeriggio, in un’affollata conferenza stampa presso la Camera dei Deputati è toccato al sen. Antonio Borghesi (Idv) ed ad Emma Bonino, vice presidente del Senato che nelle ultime settimane avevano chiesto a gran voce – anche attraverso interrogazioni parlamentari – al Governo di non sprecare una grande occasione e di completare, prima di lasciare Palazzo Chigi, il processo di liberalizzazione avviato.

“E’ una data storica, da oggi siamo liberi di scegliere” ha detto Cinzia Mascoli, Presidente dell’Associazione Artisti 7607 che, da tempo, si è “candidata” a fare concorrenza all’ormai definitivamente ex monopolista, Nuovo Imaie.

Presenti, alla conferenza stampa, molti degli artefici di questa piccola grande rivoluzione tra i quali l’on. Belviolandi e Francesco Schlitzer di Vera che, sin dall’inizio, ha accompagnato gli artisti nella battaglia per la liberalizzazione del mercato.

Per dirla con una battuta, oggi è stato riconosciuto il diritto degli artisti ad avere dei diritti o, ancor meglio, ad esercitarli in autonomia a cominciare dal primo di tali diritti ovvero quello di scegliere di chi fidarsi e a chi affidarsi per la gestione ed intermediazione dei propri diritti connessi.

Se il raggiungimento della “normalità” può essere considerato un risultato rivoluzionario, oggi si può finalmente festeggiare una piccola grande vittoria rivoluzionaria.

Le nuove regole contenute nel decreto si applicano a tutti coloro che intendono operare nel mercato dell’intermediazione dei diritti, ivi incluso il Nuovo Imaie.

Inequivoco, in tal senso, il tenore letterale dell’art. 2 del decreto che nel definirne l’ambito di applicazione parla di “imprese che intendono svolgere o svolgono  l’attività di amministrazione e intermediazione dei diritti connessi, indipendentemente dalla specifica forma giuridica o struttura organizzativa adottata”.

Trasparenza, pubblicità, equità, imparzialità , parità di trattamento e non discriminazione sono i criteri principali ai quali, alla stregua di quanto previsto dal decreto, dovranno ispirarsi tutti i protagonisti del mercato nell’esercizio della loro attività.

La prima pietra del nuovo mercato ora è davvero posata.

A tutti, artisti per primi, spetta ora il compito di impegnarsi davvero per costruire un mercato equo, competitivo ed efficiente nell’interesse prima che di ciascuno individualmente considerato nell’interesse comune di un sistema capace di promuovere e rilanciare la cultura nel nostro straordinario Paese.