Antonio Di Pietro suona la “carica” all’assemblea dell’Italia dei Valori. L’ex pm non ha nessuna intenzione di farsi da parte, e invita tutti a “metterci la faccia” e rimboccarsi le maniche, ma annuncia che il partito dovrà rinnovarsi, a cominciare dal simbolo, che potrebbe non contenere più il nome del suo fondatore, ma anche da primarie online attraverso il sito del partito. Dunque alle prossime elezioni politiche “l’unica cosa certa – spiega Di Pietro nel suo intervento – è che l’Idv ci sarà, a queste elezioni, ma soprattutto in questo Paese”. E’ ancora da stabilire la formula, se “da soli o con una lista civica nazionale composta da quelle forze politiche, movimenti, associazioni e risorse del paese che non si ritrovano nell’agenda Monti”. Poi aggiunge: “Bisogna togliere il mio nome dal simbolo dell’Italia dei valori. E’ necessario spersonalizzare il partito”. Infine, tra le novità, niente tradizionale festa di Vasto a fine settembre, ma al suo posto si svolgerà il congresso.

Quanto agli ex alleati, Di Pietro si rivolge a Bersani e gli chiede di “rinsavire” e di lasciar perdere i “moderati e il centro”, mettendo una volta per tutte la parola fine “all’agenda Monti“. Il leader Idv chiarisce: “Noi non siamo disposti a piegarci a logiche di poltrona: non sto dicendo addio all’alleanza con il Pd, ma prendo atto che se questo è quel che vuole, allora il centrosinistra è estinto. Credo, caro Bersani, che hai il dovere di dire no al programma Monti, altrimenti il vero centrosinistra siamo noi”. E avverte: “Fino all’ultimo attenderò un ravvedimento di Bersani, ma non sono disposto a restare con il cerino in mano”. “Non darò il mio scalpo a Bersani per cancellare l’Idv – insiste – e stare dentro al Pd. Quella parte di noi che ha fatto una scelta diversa è già stata accettata nelle file del Pd”. Il riferimento è naturalmente ai fuorusciti Massimo Donadi e Nello Formisano. Ma soprattutto è stata una risposta a Fabio Evangelisti, un altro dei “critici” all’interno del partito. “Aspiro anch’io – ha detto Di Pietro – alla spersonalizzazione del partito, ma questa dovrà avvenire a fine congresso. Il problema è se intervenire adesso o dopo. Ora non ci sto a fare lo scalpo da offrire al Pd per entrare nell’alleanza”.

E quindi le primarie: “E’ ora che a tutti i cittadini sia data la possibilità di contribuire nella scelta dei candidati alle elezioni. Chi vorrà impegnarsi in prima persona per migliorare questo Paese potrà farlo proponendo la propria candidatura attraverso il portale“. “Collegandosi al sito del partito – aggiunge – sarà possibile, attraverso un apposito spazio riservato nella homepage del sito, compilare un modulo indicando i propri dati anagrafici, la regione nella quale si vuol presentare la propria candidatura, specificando se alla Camera o al Senato, e allegando il proprio curriculum. I nominativi dei candidati saranno visibili online in modo che ognuno possa esprimere il proprio apprezzamento o le proprie riserve direttamente in Rete”. “Sulla base delle osservazioni e valutazioni che riceveremo – ha concluso –  un apposito comitato di garanzia composto da persone che non si candideranno, proprio per non essere in conflitto di interesse, si assumerà la responsabilità di individuare le candidature e il loro ordine in lista”.

 

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