Ci ha ispirato, i miei colleghi e collaboratori e me, in questo periodo, la meravigliosa canzone (che dà il titolo a questo post) di Rino Gaetano, artista calabrese che adoriamo. Il motivo lo racconto di seguito.

Una decina di giorni fa squilla il mio telefono: è un prefetto che parla. Uno dei tre commissari nominati dal ministro dell’Interno per gestire il Comune di Reggio Calabria dopo lo scioglimento per contiguità con la ‘ndrangheta. È il primo caso in Italia di capoluogo sciolto per mafia.

Il prefetto mi spiega che proprio l’azienda che gestisce i rifiuti, la Leonia, è stata uno dei principali luoghi di penetrazione mafiosa e che la Procura della Repubblica di Reggio Calabria ha arrestato il direttore generale insieme a otto altri soggetti appartenenti alla cosca Fontana. Questi gestivano anche, indirettamente, la quota privata della Leonia tanto da essere oggetto di sequestro preventivo ex art. 321c.p.p. insieme ad altri beni, per un valore di 32 milioni di euro. 

Dopo questa prima presentazione della situazione, il prefetto mi chiede se sono disponibile a prendere in mano la situazione della gestione rifiuti di Reggio Calabria. In altre parole, mi chiede di coprire il ruolo di amministratore delegato o di direttore dell’azienda che fino a poco tempo fa era in mano alla malavita. L’obiettivo, mi dice, è riportarla alla normalità.

E tra l’altro occorre anche rimediare alle 2mila tonnellate di rifiuti per le strade (soprattutto nella periferia della città). Si tratta di circa la metà della quantità di immondizia per le strade di Napoli a giugno 2011, al momento del mio incarico a presidente dell’Asìa. Ma Reggio Calabria è una città molto più piccola e produce circa 220 tonnellate al giorno. Quindi i rifiuti in strada oggi corrispondono a 9 giorni di produzione, mentre a Napoli erano “solo” 3. Si può dire che, in proporzione, la città sullo Stretto ha un’emergenza rifiuti di tre volte superiore a quella napoletana dell’anno passato.

Il prefetto non tralascia altri particolari. Per esempio, il fatto che il Comune di Reggio è in grave crisi economica, sull’orlo del dissesto. Mi dice che non sarà facile, però mi spiega anche che loro – la Commissione che regge il Comune – sono la risposta dello Stato alla ‘ndrangheta, e gestiranno la situazione per un periodo di 18 mesi. È loro intenzione, specie in materia di rifiuti, non solo raggiungere i risultati “tecnici”, ma anche portare innovazione etica.

La proposta è molto interessante perché al di là dei contenuti tecnici (legati al settore di cui mi occupo) c’è un importante lavoro civico e sociale da svolgere. Mi consulto con le persone che collaborano con me e con la mia famiglia. Quindi faccio un sopralluogo per raccogliere informazioni, numeri e dati su Reggio Calabria e la Leonia. Scopro così che l’ex direttore dell’azienda, ora agi arresti, è stato considerato dagli inquirenti “zerbino” della ‘ndrangheta e che in passato ci sono stati attentati contro i mezzi dell’azienda e anche contro il precedente management aziendale.

Ho bisogno di rifletterci ancora. I problemi sembrano enormi e un mio incarico creerebbe ulteriori scossoni che andrebbero gestiti. Tuttavia l’incontro con il prefetto e con i dirigenti comunali mi riempiono di speranze. Da qualche tempo con i Signori Rossi (www.signorirossi.it) collaboriamo con Libera e in particolare con don Luigi Ciotti, al quale chiediamo la disponibilità per un confronto. È proprio don Ciotti a dirci che un lavoro come questo è quantomai necessario per la Calabria.

Alla fine, quindi, decidiamo di accettare. Nella prossime settimane avvieremo una serie di incontri per valutare le condizioni del mio impegno di cui tornerò, eventualmente, a parlare.

Intanto, negli ultimi mesi (da luglio a novembre) ho collaborato con l’Amministrazione di Parma per un progetto di estensione della raccolta differenziata porta a porta su tutta la città. Con il sindaco Federico Pizzarotti e con il Conai abbiamo posto l’obiettivo di superare il 70% di rifiuti differenziati (risultato mai raggiunto in Italia da città di queste dimensioni) e quello di introdurre la tariffazione puntuale, che prevede che i cittadini paghino per i rifiuti che effettivamente producono. Tutto questo lavoro, in cui ho coinvolto anche i miei soliti collaboratori – che ringrazio per la disponibilità –, è stato svolto in modo del tutto volontario e a budget zero.

E adesso c’è nuovamente la possibilità di tornare al sud. Dopo aver lavorato a Napoli l’anno scorso – in condizioni piuttosto difficili –, da marzo a giugno di quest’anno ho fatto una temporanea consulenza tecnica per il Comune di Foggia. Anche in questo caso la situazione era assai complicata, perché la società di raccolta dei rifiuti, l’Amica, era fallita e avevamo l’obiettivo di analizzarne i motivi, provando a proporre alcune soluzioni.

Adesso di nuovo il meraviglioso sud della nostra penisola. E in particolare la Calabria, terra cui sono molto legato perché mi ha dato i natali (sono nato a Vibo Valentia) e perché mio padre molti anni fa ha avuto qui un’esperienza imprenditoriale molto intensa in cui si è scontrato con “certe dinamiche”, di cui magari racconterò in futuro.

Anche questa volta, non sarà per me solo un impegno professionale, ma anche una chiamata etica. Stiamo già lavorando con i Signori Rossi in Calabria per costituire una rete di cittadini – onesti, corretti, amanti del proprio territorio – che possano rappresentare un presidio di controllo sociale intorno al Comune, all’azienda pubblica, ai beni comuni. Per questo chiediamo ancora una volta di diffondere e di aderire alla rete compilando il modulo “Sei un Signor Rossi?”.

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