Non sappiamo se il presidente Napolitano deciderà di dare la grazia al direttore Sallusti. Peraltro i comportamenti tenuti dal direttore del Giornale, la finta evasione, l’arresto successivo rischiano di rendere, anche dal punto di vista tecnico, difficile la concessione della grazia medesima.

Nel frattempo il giudice Cocilovo, proprio quello che era stato diffamato dal Giornale e che non hai mai ricevuto un biglietto di scuse, ha dichiarato: “Non ho intenzione di porre ostacoli, non credo al carcere come strumento di educazione…”. Se e quando dovesse essere concessa la “grazia” a Sallusti, sarà davvero il caso di concedere a Cocilovo almeno un “grazie”.

Alla Camera, nel frattempo, è ripartito un treno trasversale che vorrebbe tentare di approvare una nuova legge sulla diffamazione, dopo il fallimento che si è registrato al Senato. La legge dovrebbe limitarsi ad abrogare il carcere e rendere effettiva ed immediata la rettifica a tutela del diffamato. Sulla carta tutto bello e tutto facile, ma siamo pronti a scommettere che, non appena il testo dovesse materializzarsi, ricomparirà la solita manina pronta a piazzare un emendamento per alzare le multe, un altro per estendere il carcere ai cronisti, un terzo magari per ” imbavagliare” la rete. Prima di far ripartire il treno il capostazione, cioè il governo, farà bene a controllare i binari perché, in lontananza, già si sente il rumore di un nuovo, clamoroso deragliamento.