Nella settimana del ballottaggio, Bersani ha dato due sole risposte sull’Ilva, che nel frattempo era ridiventato il tema più attuale e scottante. In una si diceva sconcertato dalla situazione (conflitto tra magistratura e autorizzazione governativa) perché non si danno certezze agli investitori stranieri, che paese siamo (non che paese siamo per vetustà e insalubrità degli impianti, ma che paese siamo per toghe verdi esagerate..). Nella seconda si esprimeva parere favorevole al decreto del governo. Tutto ciò mentre il suo nuovo principale alleato Vendola, governatore della regione in cui si trova l’Ilva di Taranto, criticava preventivamente l’intenzione del governo di fare un decreto per scavalcare la magistratura.

Mi stupisco che nessuno abbia notato e discusso queste dichiarazioni. Bersani si è riallacciato in questo modo alle sue tradizioni di vecchio industrialista. Un uomo di saldi princìpi. Da un punto di vista politico-diplomatico e di immagine, mentre circolavano di nuovo le vecchie notizie sul contributo ricevuto dai Riva, e mentre si dovevano conquistare voti vendoliani e ambientalisti, non altri voti, Bersani avrebbe potuto, almeno per ragioni di opportunità tattica, alzare la voce contro i padroni dell’acciaieria e solidarizzare col lavoro della Regione Puglia. Invece no, non lo ha fatto. Ha preferito dimostrare che nemmeno su una questione pugliese e ambientale come l’Ilva lui è disposto a farsi condizionare da Vendola. ll “profumo di sinistra” basta e avanza.

Nelle questioni più sostanziali, quelle che riguardano grandi opere e industrie, meccanismi dello sviluppo, si prefigura un atteggiamento che guarda da altre parti, tanto il sostegno della sinistra e dell’ambientalismo viene considerato o scontato o irrilevante. Non sto affatto insinuando che con quella donazione si siano comprati Bersani (e ancor più ritengo assurdo che qualcuno accusi Vendola di complicità coi padroni inquinatori, un paradosso). Temo che sia onestamente e profondamente convinto che la “certezza degli investimenti” – o magari il ” mantenimento di impegni presi” (nel caso di Tav Torino Lione) – prevalgano su criteri come salute ambiente paesaggio salvaguardia del clima (magari persino su legalità ed economicità, in ultima istanza.) Siam mica qui a pettinare le bambole. Ne siano consapevoli le componenti ecologiste e sinistre della coalizione di centrosinistra.