Di petizioni se ne lanciano e se ne firmano tante ogni giorno. Ma qualcuna oltre a cercare di sensibilizzare l’opinione pubblica su un determinato tema riesce anche ad incidere materialmente. 

Due giorni fa attraverso il www.change.org è partita la campagna #siamotuttipablo per chiedere che Mediaset, a cui appartiene la spagnola “Telecinco” ritirasse la denuncia sporta contro il blogger Pablo Herreros – (3,7 milioni di euro e 3 anni di carcere) che si era permesso di invitare gli inserzionisti a ritirare i propri spot da un programma “che paga gli assassini per intervistarli”.
La petizione in Italia ha raggiunto in 24 ore quota 8mila firme (Il Fatto Quotidiano ha contribuito scrivendone).

Oggi l’annuncio: Mediaset ha deciso di ritirare la denuncia.
È una vittoria per la società civile spagnola ma che coinvolge anche il nostro Paese perché riguarda la società Mediaset di Berlusconi, perché riguarda il bavaglio all’informazione – modalità che in molti anche in Italia vorrebbero applicare ai cronisti – e perché se circa 8mila persone in 24 ore hanno firmato l’appello vuol dire che c’è un’opinione pubblica italiana che ha a cuore la libertà di espressione.

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