Che l’idea sia venuta in quel di Londra non stupisce, che si ispiri a uno scarafaggio africano un po’ meno. Ecco che dal Regno Unito arriva la notizia dello sviluppo di una tecnologia particolare: raccogliere acqua dalla nebbia del mattino. Come lo scarafaggio del deserto del Namib (Stenocara gracilipes) che vive in aree a elevata siccità e accumula l‘umidità dell’aria sul proprio guscio fino a quando non si formano goccioline d’acqua che rotolano direttamente nella sua bocca, dissetandolo. Insomma l’insetto sviluppa una strategia per la sua sopravvivenza modello e l’uomo la imita. 

Il meccanismo è stato sfruttato da un team di una Ndb nano, formata da giovani ricercatori, che ha creato il prototipo di una bottiglia che si auto-riempie d’acqua, riuscendo a immagazzinare fino a tre litri di acqua ogni ora. Lo studio è stato descritto in un articolo pubblicato su ‘Nature‘. La speciale bottiglia è un prodotto della cosiddetta Bio-imitazione e s’ispira nella forma al guscio del coleottero del deserto capace di raccogliere l’acqua dall’umidità dell’aria in zone in cui cadono soltanto quaranta millimetri di pioggia all’anno. La bottiglia è in grado di accumulare acqua senza sosta, utilizzando una superficie su nano-scala che aumenta lo sfruttamento della condensazione dell’acqua. La superficie della bottiglia è coperta da materiali idrofili che attraggono l’acqua e materiali idrofobi e idrorepellenti. Le applicazioni sono facilmente intuibili; come la produzione di acqua potabile in aree desertiche, per l‘irrigazione di campi ma anche per i militari impegnati in zone particolarmente difficili. Entro il 2014-2015 la società pensa di poter entrare sul mercato. La bottiglia cattura acqua adesso è soltanto un progetto sul carta, ma potrebbe essere realizzabile anche se potrebbero passare qualche anno.