Il 25 novembre di ogni anno si svolge la Giornata internazionale contro la violenza sulle donne per ricordare un fenomeno drammaticamente attuale. Molte sono le donne che muoiono per mano di un uomo solo perché donne e ancora di più sono quelle che subiscono maltrattamenti che, seppure non portano alla morte, condannano la loro esistenza.

In questo momento, fatico molto a parlare di violenza senza tenere conto di quello che sta accadendo a Gaza. Non posso parlarne senza pensare al popolo palestinese, vado al di là di qualsiasi riflessione e constatazione sul genere. La violenza è violenza qualsiasi sia la mano che la porta a compimento, non ha genere. Permettetemi dunque di non fare finta che non stia succedendo quello che sta succedendo, anche se può sembrare non pertinente al mio post. Per me lo è, ritengo importante almeno nominare un popolo e quello che sta subendo, altrimenti non sarei onesto e rispettoso verso i miei valori. Ora come ora non posso scrivere di violenza senza ricordare i palestinesi. Spero capirete la digressione ed il suo senso.

Fatta questa doverosa precisazione, il mio post nasce dalla semplice constatazione che il 25 novembre di quest’anno è anche la data scelta per le primarie del centrosinistra.

Non seguo con molto interesse i candidati, le parole mi hanno stufato da tempo e la situazione italiana è sotto gli occhi di tutti, solo i fatti potrebbero risvegliare un interesse sopito e questo vale per la politica in generale. Certo mi ha però colpito la coincidenza delle due date. Ho inserito su google le parole che danno il titolo a questo articolo e non ho trovato collegamenti degni di nota, sono trattati come due argomenti separati, ma ritengo che non debbano esserlo.

Esiste il rischio concreto (forse certezza sarebbe un termine più adeguato) che le primarie del centrosinistra oscurino questa giornata di cui già solitamente viene data notizia solo alla fine dei tg e nelle ultime pagine dei giornali cartacei.

Qualcuno dei candidati si è espresso al riguardo? Sanno che questa domenica non sarà solo il giorno in cui uno di loro prevarrà sugli altri, ma anche il giorno per dire no alla prevaricazione  dell’uomo (di un certo modello culturale di uomo) sulla donna? E’ da considerarsi opportuna la scelta di tale data per le loro elezioni? Quali problemi avrebbe causato la scelta di un altro giorno? Possiamo supporre che non si siano posti il problema? Se sì, è indicativo di quanto stiano loro a cuore i problemi delle donne. Se il buongiorno si vede dal mattino.

Fatti! Non parole! Un fatto sarebbe potuto consistere nel dare maggiore spazio al 25 novembre senza sovrapporre eventi che, nei nostri media, prenderanno inevitabilmente il sopravvento.

di Mario De Maglie