“Stati generali della Cultura” è il titolo del forum celebrato al Teatro Eliseo di Roma il 15 novembre e organizzato da Il Sole24 ore. Il Governo è rappresentato quasi al completo. Tra i partecipanti figurano il Presidente della Repubblica Giorgio Napolitano e buona parte dei ministri del governo Monti durante la giornata di dibattiti: Lorenzo Ornaghi (Beni culturali), Fabrizio Barca (Coesione territoriale) e Francesco Profumo (Istruzione). Tra mille difficoltà il direttore del Sole 24 Ore, Roberto Napoletano, ha tentato di moderare la tavola rotonda e sedare le tante proteste che sono arrivate dal pubblico. Particolarmente vivace si è rivelata la contestazione contro Ornaghi, il cui ministero è stato definito dall’archeologo Andrea Carandini “un morente ibernato” da resuscitare o abolire definitivamente. Il ministro ha respinto così l’accusa: “Pare che a tutti tocchi di morire, uomini e donne, però rassegnato non lo sono certamente, questa non è una virtù che posseggo”. E ha poi continuato: “Non si può dire che il ministero non ha fatto nulla per la cultura. È vero che le risorse per la cultura sono diminuite, quest’anno sono leggermente aumentate e l’anno prossimo torneranno ancora un po’ a diminuire, ma vogliamo razionalizzare e fare buon uso delle risorse”. Ancora più risentita è la replica di Ornaghi a un giovane che dalla platea che lo ha accusato di parlare come un economista, tralasciando la cultura. “Si deve guardare seriamente quello che sta succedendo anche fuori.” – ha risposto – “Persino paesi stimatissimi come la Francia stanno riducendo le risorse per la cultura”. Ma all’ennesima protesta generale, il ministro dei Beni Culturali è sbottato: “Se non teniamo conto dei fatti, facciamo chiacchiere come si sta facendo ora”. Altrettanto veementi le proteste contro Profumo e Barca, che ha osservato seccato: “C’è un’effervescenza in sala che ho visto solo in Sulcis, non so se usciremo anche da qui in elicottero“. Il ministro dell’Istruzione, invece, è stato a più riprese interrotto durante il suo intervento. Un uomo del pubblico ha urlato al suo indirizzo: “Ieri sono stati picchiati adolescenti e nessun ministro ha detto niente“. Profumo ha ammesso che quanto accaduto il 14 novembre è stato molto grave. Una ragazza ha aggiunto: “Io sono una studentessa e vorrei sapere per il mio presente cosa c’è, io ho paura del mio presente“. Il direttore del Sole 24 Ore, Napoletano, ha risposto al posto del ministro: “Nei prossimi cinque anni costruirà il suo futuro”. Profumo ha corretto Napoletano, precisando: “Non è che pensiamo tra cinque anni, ma avviamo un piano per cinque anni. Che è una cosa diversa”. Cercando di placare la platea promettendo un bando e ribadendo: “L’innaffiatoio non può essere chiuso”. Ma un componente del pubblico ha replicato: “E intanto date i soldi alla scuola privata, no?“. Tra gli applausi scroscianti dei presenti, il ministro ha cercato di esorcizzare la tensione sorseggiando un po’ d’acqua e con sorriso imbarazzato ha affermato: “L’innaffiatoio non può essere chiuso e in questo breve periodo in cui la legge sulla stabilità è in discussione al Senato lo riapriremo”. La replica però non ha sortito l’effetto sperato e non ha fatto che accrescere la rabbia dei contestatori. Napoletano, a quel punto, si è infuriato in modo impetuoso col pubblico di Gisella Ruccia