Seconda notte all’aperto, e sotto la pioggia, per molti degli abitanti dei comuni situati sul massiccio del Pollino. Anche chi non ha avuto la casa dichiarata inagibile (11 quelle nel centro storico di Mormanno) ha preferito evitare di fare rientro nella propria abitazione. Nel Pollino, teatro da oltre due anni di uno sciame sismico da più di 2.300 scosse e colpito ieri dal forte sisma di magnitudo 5: nella notte l’Istituto nazionale di geofisica e vulcanologia (Ingv) ha registrato al confine tra Basilicata e Calabria una scossa di magnitudo 2.2 e due da 2.8 gradi della scala Richter. 

Ieri il fisico Luciano Maiani, presidente dimissionario della Commissione Grandi Rischi ha dichiarato che “se la Protezione Civile li convocasse” sarebbero pronti a intervenire.

La Grandi Rischi, tra l’altro, si era riunita il 4 ottobre scorso, su richiesta di Gabrielli, per fare il punto sulla situazione nel Pollino. Il verbale della riunione certifica che la sequenza degli sciami in corso era in aumento con una distanza temporale via via più breve negli ultimi sei mesi e fornisce una serie di dati tecnici di cui Gabrielli prende atto, come emerge da una mail inviata alla Grandi rischi. Nel verbale di sintesi della riunione era emerso che “nel Pollino la sequenza degli sciami in corso mostra un’accelerazione” e dal 2010 si sono registrate nell’area 5mila scosse. “L’attività sismica – riporta il documento – è focalizzata in tre sciami principali, con quattro fasi temporali e oltre 5000 eventi dal 2010”. “Negli ultimi 6 mesi la distanza temporale tra uno sciame e il successivo è andata diminuendo”.

Riportando le risultanze delle analisi di “short-term hazard”, il verbale riferisce inoltre che “nel breve termine, la sismicità nell’area del Mercure-Pollino ha avuto un chiaro aumento dalla fine del 2011. Per la sequenza dell’inverno 2011-2012, le probabilità di evento (M5.5+)”, ossia di magnitudo uguale o superiore a 5.5, “sono aumentate rispetto al background di circa 100 volte: nell’area, la probabilità giornaliera di eventi con M5.5+ è passata da valori di background di circa 1/200.000 (1 evento ogni 700 anni nell’area ristretta) a valori interno a 1/2.000 per giorno, o 1/300 nella settimana. Per la sequenza cominciata nel maggio 2012, questa probabilità sono state anche 200 volte superiori al background”.

A poche ore dalla prima scossa che ha fatto tremare la parte nord della Calabria il Governo ha chiesto il ritiro delle dimissioni dei componenti della commissione, rassegnate dopo la sentenza del tribunale de L’Aquila sul terremoto del 6 aprile 2009 in Abruzzo. Una decisione che diventa anche un segnale di “solidarietà alla comunità scientifica”, come ha dichiarato il ministro Corrado Clini. Per Maiani il terremoto “non muta sostanzialmente il quadro”, anche se annuncia di aver convocato per il 30 ottobre una riunione dell’ufficio di presidenza della Grandi rischi per esaminare la questione dimissioni.

E si registrano ingenti danni ai “beni culturali calabresi e potrebbero ammontare, a una prima stima, a diversi milioni di euro. Sono state colpite sopratutto alcune chiese”. E’ quanto ha sostenuto, in una nota, l’assessore alla Cultura della Regione Calabria Mario Caligiuri dopo il terremoto. “Da ieri mattina – ha aggiunto l’assessore – gli uffici dell’assessorato regionale alla Cultura sono in stretto contatto con la Protezione civile regionale, la Sovrintendenza regionale dei Beni culturali e il Nucleo regionale per la tutela del patrimonio culturale dei carabinieri. Inoltre abbiamo contattato i sindaci dei Comuni interessati al sisma”.

Al momento, i danni maggiori sui beni culturali sembrano essere quelli registrati a Mormanno, nelle chiese di Santa Maria del Colle, dell’Annunziata, di Santa Apollonia e di Santa Maria del Soccorso, così come a Laino Borgo presso la Chiesa dello Spirito Santo e a Laino Castello nella Chiesa di San Teodoro.