Incensurati, mai candidati in nessun partito e disposti a guadagnare “soltanto” 2500 euro al mese se eletti all’Assemblea regionale siciliana. Tre condizioni che bastano da sole a far apparire come “marziani” i candidati del Movimento 5 Stelle. “Trovare 80 incensurati da candidare da queste parti è stato molto difficile” ha scherzato Beppe Grillo durante il tour che l’ha portato a visitare le principali città della Sicilia. E in effetti in quasi tutte le forze politiche che si propongono alle elezioni del prossimo 28 ottobre sono presenti candidati indagati, imputati o addirittura già condannati. Non nel Movimento di Grillo, che ha scelto i suoi candidati selezionandoli nei vari meet up provinciali.

Il 4 agosto scorso, sono stati i sessanta delegati dei vari comuni siciliani a votare il candidato presidente Giancarlo Cancelleri, che con i suoi 37 anni è il più giovane aspirante governatore in lista. Geometra in un’azienda metalmeccanica, Cancelleri inizia la sua esperienza da attivista con alcune battaglie contro le esose bollette dell’acqua che venivano recapitate ai suoi concittadini di Caltanissetta nel 2007. L’anno dopo fu uno dei sostenitori di Sonia Alfano, che con la lista “Amici di Beppe Grillo” ottenne più di 70 mila voti alle elezioni regionali. In seguito fu uno dei promotori della “scorta civica”, il comitato nato con l’intento di supportare i magistrati di Caltanissetta che indagano sulla strage di via d’Amelio. “Sono convinto – annota lui – che il Movimento sia il futuro e che rappresenti l’ultima possibilità che ha il nostro paese per rimettere al centro delle scelte politiche l’interesse dei Cittadini”. Dietro Cancelleri ci sono poi i candidati ad un seggio a Palazzo d’Orleans. Se saranno eletti si sono già impegnati a percepire soltanto 2500 euro netti (5mila lordi) di stipendio al mese: gli altri 8 mila (15 mila lordi) li restituiranno alla Regione Sicilia. “Non sono pochi – spiega sempre Grillo – perché per un ragazzo a 30 anni, precario, 2500 euro al mese sono già una fortuna. Ventimila euro, quelli che prendono i deputati oggi, sono invece una porcata”.

E in effetti il dato che emerge sbirciando le liste dei candidati dei cinque stelle al parlamento regionale è la linea verde: l’età media si aggira infatti intorno ai 33 anni. Ma c’è anche chi si ferma a 25, come Francesco D’Uva consulente chimico candidato a Messina. Nella città sullo stretto, dove Grillo è approdato a nuoto, non esiste una vera sezione del movimento, ma le riunioni si tengono in uno garage, messo a disposizione gratuitamente. Nel suo tour artistico, Grillo sta comunque riempiendo le piazze in ogni città visitata, nonostante alle ultime elezioni amministrative il Movimento 5 Stelle sia riuscito a presentare le liste soltanto a Sciacca, Palermo e Caltagirone. I più organizzati sono probabilmente i cinque stelle palermitani, primo nucleo storico di simpatizzanti di Grillo in terra siciliana. Con loro si candida Giorgio Ciaccio, imprenditore del settore biologico, vegetariano, che quest’estate è andato a piedi da Palermo al Salento per partecipare alla notte della taranta. “Voglio diventare io stesso un esempio di sviluppo sostenibile” spiega. Lavorava nell’azienda di famiglia invece Valentina Palmeri, trentacinquenne candidata a Trapani.

“Io ho una laurea in scienze naturali, ma qui non c’è lavoro in questo campo, quindi davo una mano ai miei genitori che hanno un ingrosso di prodotti per pasticceria”. Valentina come tutti gli altri candidati non aveva previsto di far stampare i fac simile. Il ricavato dei banchetti in cui si vendono spille e magliettine del movimento è tutto destinato a finanziare il tour di Grillo in Sicilia. “Poi però – spiega sempre Valentina – la gente ha iniziato a chiamarmi per chiedermi i fac – simile, per essere sicuri di non sbagliarsi quando andavano a votare. Io non avevo previsto di stamparli. Ma la gente me li chiedeva in continuazione così li ho fatti stampare” Costo dell’operazione? “600 euro, che sarebbe poi l’intero costo della mia campagna elettorale”. E in una competizione dove gli altri candidati stanno spendendo cifre a quattro o cinque zeri per la campagna elettorale, basta soltanto questo per essere considerati “marziani”.