“Un’altra vita”. Non è solo una speranza, ma anche il titolo della nuova trasmissione di Simone Perotti che debutta alle 21.15 su Rai 5.  Blogger de ilfattoquotidiano.it e autore di numerosi libri, ha pensato il programma sulla base dei suoi due testi, pubblicati negli ultimi anni: Adesso Basta (Chiarelettere 2008) e Avanti Tutta (2011), che raccontano la storia personale dello stesso autore, cioè la voglia di cambiare vita, di criticare l’attuale sistema economico basato sul consumismo e di esaltare altri valori.

Il primo di questi è il coraggio, su cui sarà fondata la prima puntata: “Grazie a Rai 5, tv molto giovane che fa due anni questo novembre e al suo direttore, mi hanno permesso di realizzare un programma fatto di parole, che è insolito per la televisione italiana. Questo perché – spiega Perotti a Ilfattoquotidiano.it – la cultura grazie a Rai 5 è ritornata al centro della scena e non si ha paura a trasmettere una tv di qualità fatta anche con 15 minuti di intervista”. Il programma durerà 6 puntate e oltre il tema del coraggio affrontato con il fondatore di Emergency Gino Strada, verranno trattati, nei prossimi appuntamenti, il denaro con Massimo Fini, il sogno con Oscar Farinetti nonché fondatore di Eataly, la solitudine con il monaco benedettino Natale Brescianini; infine la manualità con il famoso scultore che fa suonare le pietre Pinuccio Scicla e il lavoro, con il regista cinematografico Silvano Agosti.

Perotti tiene a chiarire che “il programma non è per schizzati perché non è da intrattenimento in quanto punta tutto sull’approfondimento”. Lo svolgimento della singola puntata sarà affrontata in tre fasi: la prima con il tema del mito svolto con l’aiuto di famosi pezzi letterari, la seconda con l’intervista al personaggio famoso e la terza con l’intervista ad una persona comune. “Gente normale – afferma Simone Perotti – che io insieme al coautore Nicola Alvau, abbiamo scelto perché come lui ha scelto di svoltare, lasciando il proprio lavoro (come Perotti in passato manager) e rincorrendo il proprio sogno fatto di una vita sostenibile lontana dal caos cittadino”.  

Il programma “è stato girato in meno di un mese, con una troupe di sei persone compreso il regista e con piccole telecamere stile Report. Il tutto – spiega Perotti – esclusivamente ‘On the Road’, tant’è che dormivamo dove ci capitava e scrivevamo i testi tra gli autogrill, anche e non solo, per rispettare il basso budget assegnatoci”. Per Perotti insomma “il senso di questo programma, al di là degli ascolti, è dimostrare l’importanza di come anche in Italia si possa fare una buona tv basata solo sulle idee”.