Niente sesso ad Arcore. Silvio Berlusconi torna in aula a Milano, stringe la mano alla “nemica” storica, il procuratore aggiunto Ilda Boccassini (già pubblica accusa nei processi Sme e Imi-Sir, ndr), e dalla prima fila dichiara la sua innocenza. Scena già vista in Tribunale, ma questa volta per l’ex premier non ci sono in ballo accuse di corruzione. L’imputato Berlusconi risponde di concussione, per aver telefonato la notte del 27-28 maggio 2010 in Questura a Milano per far liberare Ruby, e di prostituzione minorile perché la ragazza sarebbe stata pagata in cambio di serate ad tasso erotico quando aveva appena 17 anni. Dopo il rinvio a giudizio deciso nel febbraio del 2011 il processo a mister B è iniziato il 6 aprile dell’anno scorso. 

Nessuna scena sessuale ad Arcore, ma solo canzoni e discussioni su calcio, politica e gossip dice Berlusconi che lo scorso aprile aveva parlato, fuori dell’aula, solo di gare di burlesque. Nessuna pressione sui funzionari della questura di Milano: anzi, a lui fregava il giusto e voleva solo evitare un incidente diplomatico. Perché era davvero convinto che fosse la nipote di Mubarak. Di certo c’è che a Villa San Martino non ci sono mai state scene di sesso e che “bunga bunga” è solo una battuta. Mentre parla al collegio giudicante, dopo essere arrivato a Palazzo di giustizia accompagnato dalla parlamentare nonché sua assistente Maria Rosaria Rossi (anche lei teste in aula a conferma degli spettacoli innocenti, ndr), Berlusconi rispolvera un suo refrain. “Avrei preferito rendere interrogatorio ma questi 20 anni di accanimento della procura di Milano contro di me non mi ha consentito di farlo. Sono disposto a farmi interrogare da chi pone le domande essendo interessato alle mie risposte”.

“Sui giornali si legge che questo Tribunale ha già deciso la mia condanna, spero che non sia così e che queste illazioni saranno smentite” ha detto Berlusconi nel finale delle sue dichiarazioni spontanee. “Credo ancora che in Italia debba esserci la certezza dell’imparzialità dei giudici e per questo ho rilasciato queste dichiarazioni spontanee”. Se i magistrati non fossero imparziali, secondo l’ex capo del governo, ci troveremmo in un Paese “incivile e barbaro”. Fatto sta che anche oggi Berlusconi ha preferito le dichiarazioni spontanee e non l’esame dell’imputato e soprattutto ha definito il processo “una mostruosa operazione di diffamazione per me e le mie amiche”. “Nessuna delle mie ospiti, per quanto a mia conoscenza, poteva essere qualificata come una escort” aggiunge. Dunque si arriva al merito. E cioè, su tutto, che a Villa San Martino non ci sono mai state scene di sesso, men che meno con Karima El Mahroug, e che tutt’al più si cantava e si parlava. Di calcio, di politica, di gossip. Eppure almeno due testimoni hanno raccontato di essere uscite scioccate dalla residenza del leader del Pdl.

“La notizia che Ruby era minorenne mi lasciò di stucco”
Nessun rapporto con Ruby, quindi. E soprattutto non ha mai sospettato che Karima fosse minorenne: “Tutti avevamo l’assoluta convinzione che Ruby fosse maggiorenne, sia perché diceva che aveva 24 anni, sia per il suo aspetto fisico, sia per il suo modo di fare”. Quando venne identificata alla Questura di Milano e Nicole Minetti chiamò l’ex premier “e mi disse che era minorenne e marocchina, la notizia mi lasciò di stucco, perché capii che si era costruita una seconda identità, forse per coprire la sua condizione miserevole”. Una versione che contrasta, per esempio, con le dichiarazioni dell’ex manager delle Olgettine (le ragazze che vivevano a spese del premier in via Olgettina a Milano, ndr)

“Ero convinto che fosse parente di Mubarak”
Anzi, l’ex presidente del Consiglio una volta di più ripete quello che ha sempre sostenuto e che fu “certificato” anche da un voto del centrodestra (compatto) formato da Pdl e Lega alla Camera dei deputati: Berlusconi era convinto che Ruby fosse la nipote di Mubarak. “Ruby disse che era di nazionalità egiziana e appartenente a una importante famiglia imparentata con Mubarak” ha detto Berlusconi. Ancora dopo un incontro a Villa Madama con il presidente egiziano “rimasi nel convincimento che Ruby avesse un legame parentale con Mubarak”. Tanto da aver contattato, la notte tra il 27 e il 28 maggio del 2010, la questura di Milano, nei cui uffici si trovava Ruby “per evitare complicazioni diplomatiche” perché “volevo aiutare” la ragazza. Quella sera, quindi, contattò gli uffici di via Fatebenefratelli, mentre si trovava a Parigi dove ricevette la telefonata di Miram Loddo che lo avvisava. Miriam Loddo è una showgirl, “celebre” per aver partecipato più volte al programma pomeridiano di Canale 5 Uomini e Donne. In una delle ultime udienze il consigliere di Berlusconi, Valentino Valentini, ha dichiarato che fu sua l’idea di contattare la Questura. E oggi Berlusconi ha dichiarato di aver temuto che finisse come “come la vicenda del figlio di Gheddafi, trattenuto in Svizzera. Mubarak avrebbe potuto dire ‘tu mi avevi parlato di lei e permetti che venga oltraggiatà” e che fu Valentini a dargli l’idea di chiamare la polizia. 

“Non chiesi che Ruby fosse affidata alla Minetti”. “I miei rapporti con le ospiti delle mie cene erano basati sul rispetto, non c’è mai stata alcuna dazione di denaro per ottenere rapporti intimi, lì’ come in tutta la mia vita. Questo processo ha causato danni assoluti sulla vita di queste ragazze questa è la parte più dolorosa della vicenda” aggiunge il Cavaliere che sottolinea: “Non ho mai chiesto che la ragazza fosse affidata a Nicole Minetti“, la consigliera regionale lombarda imputata per induzione e favoreggiamento della prostituzione minorile nel processo Ruby bis. L’ex premier ha spiegato di aver chiesto alla Minetti, che partecipava assiduamente alle cene eleganti facendo spogliarelli come ha raccontato una delle parti civili, di andare Questura dopo il fermo della ragazza, solo perché “mi era stato detto che c’era un problema di identificazione e la Minetti conosceva bene Ruby per averla vista alle cene. ‘Io non chiesi di affidare Rubyalla consigliera Minetti, ma dissi alla Minetti di andare in Questura solo per la sua identificazione e l’affido della ragazza mi era indifferente, tanto che non mi sono più occupato della sua vicenda … il ragioniere Spinelli (quello che secondo la Procura di Milano era l’ufficiale pagatore di tutte le ragazze che partecipavano alle feste, ndr) consegnò alcune migliaia di euro a Ruby dopo le sue insistenti richieste”. In aula oggi ha testimoniato anche Mariano Apicella, lo chansonnier napoletano assiduo frequentatore delle residenze di Berlusconi. Il cantante ha spiegato che ad Arcore non succedeva nulla di strano: “Niente sesso, atteggiamenti normalissi. Ruby? Forse l’ho vista una volta”.

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