Marx diceva che la storia si ripete sempre due volte, prima come tragedia, poi come farsa. I giovani padani accelerano i tempi, vogliono la tragedia e la farsa nello stesso momento. E così prima ancora che sia celebrato il referendum sull’indipendenza della Scozia – concesso ieri dal premier britannico Cameron e previsto per il 2014 – già chiedono a gran voce una consultazione analoga per il Veneto, da tenere in contemporanea a quella degli omologhi scozzesi.

I motivi sono quelli di sempre: “lotta al centralismo”, “all’Europa degli Stati”, “autodeterminazione dei popoli”. Per Nicola Finco, consigliere regionale del Carroccio e coordinatore del movimento Giovani padani, i veneti “sono di fronte ad un bivio: o combattiamo per la nostra autonomia, o si muore schiacciati dal centralismo”. Per questo, annuncia, “ho firmato la richiesta di un’assise straordinaria sul referendum per l’autonomia del Veneto. Porterò avanti le istanze dei giovani, che come me non vedono futuro nè si riconoscono nell’attuale Europa degli Stati e nel centralismo che sta corrodendo tutte le risorse più preziose che abbiamo, in primis la nostra identità”.

Da qui l’idea di una grande mobilitazione di piazza in collaborazione con i movimenti autonomisti, “sotto il vessillo unico di San Marco, simbolo della più longeva civiltà della storia, mai sopita nonostante il referendum truffa del 1866”. Dal referendum truffa al referendum farsa.

Insomma, mentre i big della Lega ufficialmente parlano di federalismo e della “maxi-regione” del Nord che metta insieme Veneto, Piemonte e Lombardia, dal movimento giovanile continuano a spuntare richieste secessioniste vecchio stile. Dopo la boutade della “Lombardia cantone svizzero” emersa nel corso del summit estivo dell’organizzazione under35 del Carroccio, oggi è la volta del paragone scozzese.

E per l’indipendenza veneta “si muove anche l’Europa”. L’ex vice-presidente dei giovani padani, Lorenzo Fontana, oggi all’Europarlamento come vicepresidente della Commissione Cultura (sì, Cultura, avrà preso qualche ripetizione dal collega Borghezio), è in prima linea per il referendum secessionista della regione amministrata da Luca Zaia. “Il processo europeo di autodeterminazione dei popoli ha aggiunto un altro tassello: nelle ultime settimane, Catalani, Scozzesi e Fiamminghi si sono già espressi con molta chiarezza nei confronti dei rispettivi centralismi – spiega il “Braveheart” della Padania orientale – Ritengo che, visto quanto sta accadendo in Europa, sia giunto il momento per i Veneti di riscoprire il coraggio di lottare per ridare la libertà e la dignità al nostro popolo”. Ecco appunto, la dignità.