Durante la trasmissione “Piazza Pulita” di giovedì scorso ho affermato che Beppe Grillo, il leader del Movimento 5 Stelle (M5S) dice spesso “cretinate” quando parla di questioni economiche. Nella fattispecie mi riferivo a quanto mi era stato appena fatto sentire: un lungo discorso in cui Grillo argomentava l’esistenza di un patto segreto (fra chi e chi non ci è dato sapere) secondo cui “Francia” e “Germania” (non si capisce se i governi di quei paesi o l’insieme di banche operanti in quei paesi o, semplicemente, dei potenti e oscuri signori cittadini di quei paesi) s’erano comprate alcune centinaia di miliardi di euro di debito pubblico italiano (suppongo Grillo si riferisca alle quote del portafoglio titoli delle banche tedesche e francesi investite in debito pubblico italiano, quote che si sono venute accumulando dagli anni ’80 in poi in parallelo alle continue emissioni di debito da parte dei governi italiani) in “cambio” della promessa (non si capisce se fatta da qualche governo italiano o da tutti quelli che si sono venuti succedendo dal 1980 sino all’altro giorno o da potenti italiani che parlavano in nome e per conto di tutti noi) che l’Italia avrebbe acquistato 7 centrali nucleari francesi ed avrebbe concesso a “multinazionali” (non ben identificate) di appropriarsi dell’acqua (?) e di altre ricchezze nazionali.

Sempre secondo la teoria del Grillo tale accordo sarebbe saltato in seguito ai referendum popolari su acqua e nucleare, lasciando Francia e Germania con un pugno di mosche e costringendole al piano B. Non si capisce perché, visto che il debito pubblico italiano paga profumati interessi, ben maggiori di quelli che il debito pubblico tedesco e francese pagano, essendo infatti questa la ragione per cui i risparmiatori di mezzo mondo continuano a correre qualche rischio e ad acquistarlo! Francia e Germania hanno, secondo Grillo, destabilizzato i mercati finanziari aumentando lo spread sul nostro debito, generando panico ed effettuando quindi una specie di colpo di stato attraverso il quale hanno piazzato il temibile Mario Monti, uomo al loro servizio, al posto degli altrimenti più affidabili Berlusconi, Bossi e Tremonti! Monti, insomma, è al governo quale garante di Francia e Germania alle quali promette il pagamento di quel debito che invece i figuri precedenti avrebbero evitato … A noi conviene, suggerisce il Grillo se ben intendo, fare default sul debito emesso rifiutandoci di pagarne una buona parte e mandando a gambe all’aria i subdoli piani franco-tedeschi.

Io sostengo che questa “teoria” sia una “cretinata” inventata di sana pianta per dare agli italiani che si identificano con il M5S  – e sono giustissimamente incazzati per le misere condizioni in cui questa classe politica ha ridotto il paese – un facile nemico da odiare e contro cui scaricare la propria rabbia impotente. Con questa assurda teoria, Grillo assolve più o meno interamente i politici italiani i quali sono, invece, i veri responsabili del debito e del declino. E non propone alcuna soluzione se non quella del default, ossia lo stupro di milioni di cittadini italiani che detengono tutt’ora debito nazionale o ben direttamente o ben attraverso i loro depositi bancari. Assurdità pericolosissime proprio per quegli umili cittadini che Grillo teoricamente difende e pretende rappresentare.

E qui sta il punto: il malessere, lo sdegno, l’incazzatura per la situazione economica e le mille truffe che questa classe dirigente (politica e non) ha fatto subire agli italiani da 40 anni a questa parte e che il M5S esprime sono, nella maggior parte, giustificate. Totalmente giustificate. Ma ingiustificate, assurde, “cretine” insomma, sono sia l’analisi delle cause di questi problemi sia i rimedi che il leader di quel movimento ed i suoi collaboratori più stretti propongono e propagandano, urlandole ai quattro venti. L’analisi ed i rimedi sono assurdi ed inventati a tavolino al solo fine di apparire “semplici” e di offrire, di volta in volta, un nemico su cui focalizzare l’attenzione. Troppo semplici, infatti, tanto che sembrano solo voler illudere la gente, farla incazzare di una rabbia che ha, come contrappeso, la visione di Grillo e soci come dei magici salvatori della patria, capaci di fare miracoli.

Questo non implica che i simpatizzanti del M5S siano persone meno informate della media o facilmente abbindolabili: di fatto esse fanno chiaramente parte della quota maggiormente informata della popolazione italiana. Il fatto è che, da un lato, in Italia l’informazione economica è quasi uniformemente un disastro, ragione per cui anche i cittadini più volenterosi fanno fatica a capire se non sono degli addetti ai lavori. Dall’altro, le analisi e proposte avanzate dai partiti politici tradizionali sono altrettanto improbabili ed ugualmente dannose, nella misura in cui si limitano a far pagare ai cittadini comuni i costi dei disastri che questa classe politica ha causato senza offrire alcuna prospettiva per uscire dal declino e tornare a crescere. Diventa quindi comprensibile che molte persone vogliano illudersi che le semplicistiche ricette di Grillo funzionino. Però è anche pericoloso, proprio per quelle medesime persone oltre che per il resto del paese.

Detto altrimenti: Grillo è pericoloso non per quello che il M5S denuncia ma per l’analisi che fa e le politiche che propone. La denuncia va bene, l’indignazione è giusta, ma le proposte sono suicide. Ed occorre che gli italiani lo capiscano. In particolare occorre che lo capiscano le decine di migliaia di italiani per bene che nel M5S militano. È per questa ragione che vorrei sfidare Beppe Grillo (o chi per lui) ad uno, due, dieci, cento dibattiti pubblici sui temi di politica economica oggi sul tappeto. Dibattiti pubblici, con ugual tempo per ognuno dei due, con una parterre di giornalisti stranieri, prestigiosi e neutrali, che pongano le domande e controllino la veridicità dei fatti riportati. Dibattiti senza urla, senza insulti, senza parlarsi sulla voce. Dibattiti in cui si affrontano le questioni reali per ciò che sono, le si documenta e si propongono delle soluzioni verificandone la fattibilità. Io son qua pronto a farlo ogni volta che Beppe Grillo sia disposto.

Son certo che, oltre a me, lo sono anche altri cittadini italiani, preoccupati sia per la orrenda situazione economica che per l’inanità ed incompetenza di questa classe dirigente. Ma consapevoli che non è con le assurdità di Beppe Grillo che si ferma il declino e si riparte. E che, quindi, per adottare le politiche giuste che servono l’interesse dei cittadini non basta mandare a casa questa classe politica, occorre anche evitare il rischio che dei guru con l’elisir di lunga vita in tasca convincano gli elettori dei loro miracolistici poteri. Altrimenti son guai ancor maggiori: avete presente il trio Berlusconi, Bossi e Tremonti? Ricordatevi che al peggio non c’è mai limite. Per questo occorre discutere con Grillo ed i vari dirigenti del M5S: per sbugiardarli davanti agli elettori. Io son qui, pronto a discutere, signor Grillo. Mi faccia sapere se le interessa, la palla è davanti ai suoi piedi, ora.