Ma quale Monti bis. Ne è bastato uno, ci ha già preso tutto”. L’apertura di Berlusconi all’attuale premier come leader della nuova alleanza dei “moderati” non va giù ai giovani del Pdl, che fin dall’insediamento del Professore a Palazzo Chigi, hanno preso di mira politiche e protagonisti del governo tecnico.

L’annuncio del Cav. a Mattino Cinque (“Non escluderei Mario Monti come leader del raggruppamento dei moderati”, visto che “ha sempre gravitato in questa area”) ha spiazzato militanti e dirigenti della Giovane Italia, che venerdì lanceranno una campagna nazionale di segno opposto, tutta contro l’esecutivo. “Per me Monti può fare quello che vuole nella vita, ma devono deciderlo gli italiani. Se vuole rifare il presidente del Consiglio si deve candidare”, taglia corto Marco Perissa, presidente nazionale del movimento under35 pidiellino. “A me non piace immaginare che l’agenda politica del prossimo governo sia quelli di Monti. Ha aumentato le tasse senza pensare che i cittadini non possono pagarle. Poi dice che se in Italia c’è un evasione alta è perche gli italiani sono furbetti. E passa la palla ad Equitalia. Così la gente per bene prima si trova povera e poi pure ladra”.

E qui ritorna in auge “il meno tasse per tutti”, manifesto ed epigrafe di quello spirito del ’94 che Berlusconi oggi vorrebbe resuscitare. “La tassazione oggi è l’emergenza vera del Paese. Finché la pressione sulle imprese è superiore al 50% è ovvio che anche gli investitori esteri scappino e le pmi arranchino”. Questa pressione fiscale, spiega, “è stata bocciata anche da alcuni organismi internazionali e al di là di tutto non è proporzionata ai servizi che offrono gli enti territoriali”.

Ma non è solo Monti ad infastidire le giovani leve pidielline. Anche gli altri due nomi, non citati direttamente da Berlusconi, ma quotatissimi in tutti i retroscena delle ultime settimane, risultano estremamente sgraditi: Casini e Montezemolo. Il leader dell’Udc, spiega ancora Perissa al Fattoquotidiano.it, “sta in politica da più tempo di Berlusconi, esattamente come Fini. Dovrebbero fare un passo indietro anche loro”. Quanto al presidente della Ferrari, papabile candidato del centrodestra dopo il passo indietro dell’ex premier, secondo il numero uno dei giovani Pdl, “può continuare a fare l’imprenditore e poi dare contributi di idee e di progetti, ma dall’esterno. Magari può fare il parlamentare, ma non il leader. Perché ognuno fa il suo lavoro. Chi vorrebbe una ricetta medica da un pizzettaro?”.

C’è un principio da difendere, secondo i dirigenti della Giovane Italia: “Questa idea per cui un imprenditore debba insegnare come fare politica a tanti bravi amministratori che hanno lavorato nel tempo sul territorio, è proprio sbagliata. Perché dovremmo appaltare le istituzioni a tecnici e industriali? È vero, servono facce nuove. Ma non capisco cosa abbia di nuovo Montezemolo, Della Valle o la Marcegaglia”.