E alla fine il tanto atteso sconto è arrivato. Il Tribunale Nazionale di Arbitrato per lo Sport, il terzo e ultimo grado della giustizia sportiva italiana, ha deciso di ridurre da 10 a 4 mesi (fino all’8 dicembre 2012) di squalifica per l’allenatore della Juventus Antonio Conte, che tornerà quindi in panchina il 9 dicembre allo stadio Barbera per la partita di Serie A tra Palermo e Juventus. Non sono state ammesse le prove testimoniali richieste dagli avvocati di Conte, tra cui l’audizione dell’ex calciatore del Siena Salvatore Mastronunzio, che l’accusa riteneva essere stato messo fuori rosa perché contrario alla combine e la difesa voleva invece dimostrare essere fuori per infortunio. E non sono state pertanto ammesse nemmeno quelle della Figc, tra cui l’audizione dell’ex calciatore del Siena Filippo Carobbio: il grande accusatore di Conte.

Le motivazioni della sentenza saranno depositate entro il 15 novembre, secondo quanto ha comunicato anche il Coni. Il Collegio arbitrale del Coni, composto per l’occasione dal presidente Massimo Zaccheo e dai due arbitri Guido Calvi ed Enrico De Giovanni, dopo che il 2 ottobre era fallito il tentativo di conciliazione, ha quindi emesso il lodo arbitrale che tutti si aspettavano: nessun proscioglimento, come chiedevano gli avvocati del tecnico, ma una sensibile riduzione della pena. Un pronunciamento che non fa felice il tecnico pugliese in quanto conferma il reato di omessa denuncia per la combine del risultato della partita tra AlbinoLeffe e Siena del 29 maggio 2011 finita 1-0.

Conte entra nel calderone del calcioscommesse dopo le dichiarazioni del pentito Carobbio, suo ex giocatore al Siena, che davanti agli inquirenti della Procura di Cremona e agli ispettori della Procura Federale accusa il tecnico e i suoi collaboratori non di essere a conoscenza, bensì di avere organizzato i risultati di due partite del Siena nella stagione di Serie B 2010-11: Novara-Siena 2-2 del 30 aprile 2011, e – appunto – AlbinoLeffe-Siena 1-0 del successivo 29 maggio. Il 26 luglio però il procuratore federale Palazzi deferisce Conte alla Commissione Disciplinare solo per l’omessa denuncia in relazione alle due partite in questione e non per illecito sportivo: e il 1 agosto chiede una squalifica di 4 mesi e 20 giorni ridotta grazie al patteggiamento a 3 mesi di squalifica e 200 mila euro di multa.

La Commissione Disciplinare però non accetta il patteggiamento e, il 10 agosto, infligge al tecnico juventino una squalifica di 10 mesi per omessa denuncia su entrambe le partite, ritenendo credibile il pentito Carobbio sulla combine dei risultati e scrivendo nelle motivazioni che Conte “non poteva non sapere”. Conte e la Juventus decidono di ricorrere in appello, e nel collegio difensivo entra anche l’avvocato Giulia Bongiorno (che prossimamente sarà inserita nel cda della Juventus) la cui strategia è quella di puntare al proscioglimento, basandosi sulla non credibilità del pentito Carobbio e sulla eventuale responsabilità di Cristian Stellini, vice di Conte prima al Siena e poi alla Juve, che ha già patteggiato in primo grado una pena di 2 anni e 6 mesi.

Ma il 22 agosto la Corte di giustizia federale conferma la squalifica di 10 mesi, sebbene con alcune importanti novità. La Corte accerta l’omessa denuncia per Albinoleffe-Siena del 29 maggio 2011 eproscioglie invece Conte in relazione alla gara Novara-Siena. Il giorno dopo, nelle motivazioni la Corte scrive che la responsabilità di Conte poteva configurare “una fattispecie diversa e più grave di incolpazione” rispetto all’omessa denuncia: ovvero il tecnico pugliese avrebbe potuto essere condannato in primo grado dalla disciplinare per illecito sportivo. Ma oramai così è stato deciso da Palazzi. E così dopo tre gradi di giudizio, sfoghi, polemiche e accuse Antonio Conte può tornare sulla panchina della Juve a dicembre, dopo aver saltato 15 partite di campionato e la prima fase della Champions League.