Nello stesso giorno del via libera della Corte costituzionale tedesca, la Commissione europea presenta a Strasburgo la sua proposta ufficiale di unificazione europea della vigilanza bancaria ufficializzata oggi, ma adottata ieri all’unanimità. Se approvata dai 27 Paesi membri, la Bce sarà dotata di poteri fino a qualche mese fa inimmaginabili nei confronti di tutte le banche d’Europa, compreso quello di togliere la licenza bancaria ad un istituto. La proposta della Commissione è stata anticipata nei giorni scorsi dalle critiche della Germania, secondo la quale mettere sotto controllo migliaia di banche è impensabile. Sta di fatto che l’integrazione monetaria europea fa un passo avanti.

Il nuovo Meccanismo di vigilanza unico (SSM) presentato dal presidente della Commissione, José Manuel Barroso e dal commissario al mercato interno, Michel Barnier, è  fatto di due regolamenti e una comunicazione. In breve, la Bce assumerà l’intera vigilanza delle circa 6.000 banche europee (dal 1 gennaio 2013 solo quelle sistemiche e dal 1 gennaio 2014 di tutte), la responsabilità del rilascio delle licenze bancarie, il controllo dei requisiti patrimoniali degli istituti in materia di leva finanziaria e di liquidità, nonché la vigilanza sui conglomerati finanziari.

L’Eurotower potrà quindi intervenire tempestivamente nel caso in cui una banca violi o rischi di violare i requisiti patrimoniali chiedendo alla stessa di adottare misure correttive. Le autorità di vigilanza nazionali continueranno a svolgere il loro compito ma in linea con le decisioni della Bce, mentre resteranno autonome nella protezione dei consumatori, supervisione degli istituti fuori dall’Ue e prevenzione fenomeni di riciclaggio e finanziamento del terrorismo.

Nella sua nuova veste, la Bce coopererà con l’Autorità bancaria europea (Eba) nell’ambito del Sistema europeo di vigilanza finanziaria, con l’Eba che continuerà ad elaborare il corpus unico di norme applicabile a tutti i 27 Stati membri e si assicurerà che le prassi di vigilanza siano uniformi in tutta l’Unione. “Questo nuovo sistema, che vede al centro la Banca centrale europea e comprende le autorità di vigilanza nazionali, ripristinerà la fiducia nella vigilanza su tutte le banche della zona euro”, ha detto Barroso in Aula a Strasburgo. “Vogliamo rompere il cerchio vizioso tra Stati e banche. In futuro, le perdite delle banche non dovranno più diventare un debito dei cittadini, mettendo a repentaglio la stabilità finanziaria di interi Paesi”, ha aggiunto. Dello stesso intento si è detto il Commissario Ue per il Mercato interno Michel Barnier: “Il nostro obiettivo ultimo è smettere di utilizzare il denaro dei contribuenti per salvare le banche”.

Eppure non tutti sono contenti. Il ministro delle finanze tedesco Wolfgang Schäuble ha più volte invitato Mario Draghi e gli alti vertici delle istituzioni europee a non dare “false aspettative” su un sistema, secondo lui, impossibile da mettere in pratica. Secondo Schäuble è infatti inverosimile che la Bce, già a corto di personale, riesca a mettere sotto controllo l’intero sistema bancario europeo. Per questo Berlino aveva proposto di monitorare solo le grandi banche sistemiche (una sessantina) lasciando perdere le altre. I più maliziosi ci hanno visto il disperato tentativo di mettere fuori dalla giurisdizione della Bce le Landesbanken e le casse di risparmio locali tedesche molto legate al sistema politico locale che rigorose e trasparenti al 100 per cento non sono. Una controproposta, quella tedesca, che non avrebbe nemmeno evitato i crac di istituti come come Bankia in Spagna, Dexia in Belgio e Northern Rock in Gran Bretagna. 

Si perché l’obiettivo principale del SSM è proprio quello di spezzare il circolo vizioso tra crisi bancaria e debito sovrano all’origine del terremoto che sta sconvolgendo l’Eurozona. Per questo la supervisione centrale è uno dei quattro capitoli del progetto di unione bancaria europea che la Commissione ha presentato lo scorso giugno in seguito all’endorsement del Consiglio europeo del 28 e 29 giugno dove i leader europei avevano deciso di approfondire l’unione economica e monetaria. Gli altri tre capisaldi sono un fondo generale di ricapitalizzazione, un fondo di garanzia per i depositi e un regolatore centrale.

Ad ogni modo, prima di fare i conti con la nuova realtà bancaria europea e di stilarne il bilancio, la proposta dovrà essere approvata da tutti i 27 Paesi membri (anche se poi non tutti saranno obbligati a fare parte della partita). Approvazione tutt’altro che scontata, ma in caso di via libera, la supervisione su tutte le banche dell’Eurozona sarà trasferita alla Bce in tre tappe entro fine 2013 diventando operativa dal primo gennaio 2014. Si partirà dal primo gennaio 2013 per le banche che hanno chiesto o ricevuto aiuti pubblici; dal primo luglio toccherà alle banche sistemiche; dal primo gennaio 2014 la Bce eserciterà la vigilanza su tutte le banche. In questo modo da inizio 2013 il Fondo anti-crisi (Esm) potrà ricapitalizzare direttamente le banche dell’Eurozona..

@Alessio Pisanò

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