Tra gli slanci socialisti di Giulio Tremonti, Grillo anti-democratico e un Matteo Renzi con gradimento alle stelle (da parte dell’elettorato del centro-destra) il ritorno dalle vacanze quest’anno è più confuso che mai. In realtà il panorama antropologico della politica italiana è piuttosto elementare. Ecco un specchietto tascabile per orientarsi dopo la pausa estiva.

1. I vecchi dentro

Di gran lunga la categoria di maggior successo nella storia istituzionale repubblicana. Vecchi rispetto ai loro coetanei già a 5 anni, per ovvie ragioni vivono il massimo fulgore durante la scuola media. Nelle foto di classe i vecchi dentro sono sempre nel centro del gruppo. Enrico Letta era costretto dai compagni a giocare al gioco delle tre carte perché programmato alla nascita per scegliere la carta in mezzo. Intere classi si sono arricchite durante i suoi anni di formazione e lo ricordano con affetto.

Esponente di spicco della categoria è Mario Monti, non soltanto per la montatura degli occhiali e il tono catechesimale. Il politico vecchio dentro è longevo e tendenzialmente di fede cristiana. Roberto Formigoni, un altro stigmatizzato dall’anzianità e alla ricerca di riscosse balneari, ha dichiarato che la scelta di mezzo è ispirata dal Nuovo Testamento, non a quello Antico. Quando gli hanno chiesto perchè ha risposto che non se lo ricordava.

Se lo stigma di precoce vecchiaia si riscontra in molti, Matteo Renzi lo combatte cercando di sedurre l’elettorato giovanilista: purtroppo le citazioni dei Righeira e di Mary Poppins creano imbarazzo anche nell’elettorato di centro destra. Guida spirituale della categoria è Giulio Andreotti, di fatto il vecchio dentro più eccellente ancora in vita. Essendo vecchio anche fuori, i suoi collaboratori affermano che si trova già nella sua reincarnazione successiva: un dromedario marocchino con straordinaria gobba pelosa.

2. I ragazzi per sempre

Praticamente tutta Forza Italia prima maniera. Solo che 20 anni di acciacchi e cazzate hanno grattato via un po’ di smalto al partito. Anche se non è un politico, punta di diamante della categoria è Flavio Briatore, modello aspirazionale di molti ragazzi persempre, soprattutto da quando ha chiamato il figlio Falco e Berlusconi è diventato nonno. Al ragazzo persempre non piace essere nonno e pensa che la sua età corrisponda a quella della sua partner, che in ogni caso sarà la nipote di qualcun’altro (vedi alla voce Mubarak).

Anche nel centro sinistra si aspira al modello del ragazzo persempre. Anni fa Walter Veltroni doveva partire per aiutare i bisognosi del Burkina Faso, conciliando l’innata personalità da vecchio dentro con un po’ di giovinezza persempre. E’ ancora qui, e gli stanno selezionando una badante africana. La categoria comprende anche Beppe Grillo che intervistato sulla scelta di una via di mezzo ha risposto “contromano e a fari spenti”. Il comico ha un vasto seguito tra i più giovani, politici in erba e vecchi dentro, che rivivono una nuova adolescenza grazie al suo nichilismo e alla possibilità di dire parolacce a piacimento.

3. I depressi

Tutto il PD con poche esclusioni (aver installato distributori automatici di litio nelle sezioni non è stata un’idea new age come sostengono dalla segreteria). Il depresso non è auto-lesionista ma rifiuta la terapia. Digerire i propri errori è troppo impegnativo. Meglio dialogare con Casini e con la tradizione di vecchiaia-dentro che alla fine è quella che tira il carro dei vincitori. Il depresso alla Massimo D’Alema è un fine simulatore e ha comportamenti altalenanti: può apparire di volta in volta vecchio dentro o ragazzo persempre, ma soltanto per confondere gli interlocutori. Rimane depressissimo come i suoi colleghi e soprattutto come il segretario Bersani, suo zelante discepolo.

4. I tribali

Sono i Radicali. Vivono da anni con un unico leader capo-tribù, in carica vita natural durante. Nel partito si osservano rituali periodici di umiliazione corporale tramite rifiuto del cibo e disidratazione. Le iniziative dei radicali non seguono programmi o patti con l’elettorato ma rispondono ai dettami del capo-tribù, che essendo anche sciamano è in contatto diretto con il regno dei morti. I radicali sono interessati al fine vita e ai temi della riproduzione, vicini alle loro divinità di riferimento che, se deluse, chiedono in cambio vite umane di tesserati dell’ultima ora. Per questa macabra ragione le sottoscrizioni degli ultimi 30 anni sono in calo vertiginoso.

5. Le donne

Riserva indiana della politica italiana, questa minoranza conta numerosi personaggi cooptati secondo metodi medievali quali nepotismo e simonia. Seguendo l’esempio degli aborigeni australiani, il governo Monti sta pensando di creare un’area rosa dentro a Montecitorio, dove piazzare le femmine della politica italiana. La zona rosa dovrebbe essere dotata di videogiochi sparatutto così le donne possono sfogarsi e sublimare gli istinti.