In attesa di un accordo con la Svizzera sui capitali già fuggiti, il governo greco ha congelato i patrimoni di 121 soggetti, tra persone fisiche e giuridiche, coinvolti in casi di evasione fiscale. “E’ la prima volta che viene adottata questa misura”,  hanno spiegato dal ministero delle Finanze ellenico aggiungendo che al momento il valore dei beni sequestrati appare “superiore ai 50 milioni di euro”. 

Atene viene così incontro a una delle richieste della Troika di creditori internazionali costituita da Ue, Bce e Fmi, che avevano chiesto interventi più risoluti a contrasto dell’evasione fiscale. “La tolleranza nei confronti di chi imbroglia sulle tasse, non importa quanto elevate siano, è finita”, aveva dichiarato poco prima il ministro delle Finanze, Yannis Stounaras. La stretta arriva alla vigilia dell’annuncio di nuove misure di austerità da parte del governo Samaras, misure che dovrebbero includere nuovi tagli alle pensioni e ai salari, necessari per poter ottenere una nuova tranche di aiuti internazionali. E’ quindi presumibile che l’esecutivo sia stato costretto a un’accelerazione anche dalla necessità di non inimicarsi ulteriormente l’opinione pubblica.

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