Dai dati dell’Istat sembra di capire che i compensi che si percepivano 10 anni fa siano più o meno quelli che si percepiscono oggi. Insomma, se gli stipendi sono aumentati in media di una quarantina di euro in 10 anni significa che solo alcune categorie (come quella degli eletti al parlamento, ad esempio) sono riusciti in questi anni ad adeguare i propri compensi ad un costo della vita che è aumentato anno dopo anno. Insomma, se io 10 anni fa prendevo 100 euro e oggi ne prendo 105 e se l’affitto mi costava 50 euro e oggi ne costa 80, è ovvio che sono diventato più povero. Ma non nella sostanza delle cose, sono diventato più povero perché attorno a me è stato creato uno smottamento che ha fatto abbassare solo me e il mio potere d’acquisto, mentre intorno all’apparenza non è cambiato nulla. Mi sono divertito allora a fare un conticino molto approssimativo ma i cui
risultati sono a dir poco bizzarri.

Immaginiamo un rappresentante che percorra 50.000 chilometri l’anno e che faccia questo mestiere da 10 anni.  Diciamo che 10 anni fa era un rappresentante, come dicono a Bologna, “sborone” e che quindi si fosse comprato un BMW 316 a iniezione al costo di 30.000 euro. Allora la benzina costava 90 centesimi al litro e per un consumo sui 15 km al litro possiamo tirare una somma approssimativa di 9000 euro di benzina spalmati in 4 anni (200.000 km, diciamo il tempo in cui un rappresentante può decidere di cambiare l’auto). Insomma, tralasciando la manutenzione possiamo dire che in 4 anni il costo auto-benzina si aggira sui 39.000 euro.

Immaginiamo ora che quel rappresentante debba comprare un’auto oggi e che dopo mille batoste economiche sia ora meno sborone e riesca a trovare una macchina piccola che faccia  200.000 chilometri. Si compra dunque una Panda 1.3 che costa 15.000 euro e riesce a fare quasi 20 chilometri con un litro. Il calcolo approssimativo su 2 euro al litro per la benzina ci porta ad un totale di 20.000 euro. Tralasciando la manutenzione possiamo dire che il costo auto-benzina si aggira sui 35.000 euro.

Il bizzarro conteggio di questo calcolo in soldoni dimostra che la stessa ricchezza che serviva 10 anni fa per uno sborone su una BMW 316 a iniezione, è necessaria oggi super giù per uno che traccheggia sulla Panda. L’esempio è solo una provocazione, ai miei occhi una BMW non è migliore di una Panda se mi trasporta da un luogo all’altro nello stesso tempo. Ma ci serve a fare una valutazione.  A costare di più oggi, non sono tanto le cose in sé, ma quel che serve a far marciare, a far funzionare quelle cose.

Se spostiamo il discorso in un terreno più ampio, ci accorgiamo che questo mutamento è generale. Possiamo notare che a costare e non solo in termini economici, sono le transazioni, le mediazioni, le commissioni, le infrastrutture, le poltrone dirigenziali, gli apparati. Insomma tutta quella “benzina” che serve a far marciare la società è arrivata a costare più della società stessa. Il Fatto Quotidiano riporta la notizia che gli stipendi dei dirigenti dell’Hera (La società di Servizi come acqua, rifiuti e altro, di Bologna) sono costati negli ultimi anni più degli investimenti della società stessa. Ma questo è solo uno dei mille esempi che si possono fare. 

Spesso l’impressione è che questa benzina sia anche piuttosto impura, insomma è facile incontrare dirigenti ed amministratori che non sanno risolvere problemi e far funzionare le cose. Per risolvere la questione dal punto di
vista del dare e avere, sarà necessario forse pensare a carburanti alternativi nella società, ad altre forme di apparati che siano più funzionali e meno costose e inquinanti. Insomma, l’attuale politica puzza troppo di petrolio impuro, costoso e inefficiente.