Giuliano Ferrara non riesce a capire perché se i ROS dei Carabinieri nel ’92 trattavano con i vertici di Cosa Nostra, pochi mesi più tardi arrestavano Salvatore Riina. Poi liquida la questione: “puttanate”. Ha gioco facile, Ferrara: fatte salve le solite eccezioni, in Italia si continua a parlare di trattativa “presunta” anche se nella sentenza del marzo 2012 del processo per la strage di Via dei Georgofili a Firenze, invece, è scritto chiaramente che

“Una trattativa indubbiamente ci fu e venne, quantomeno inizialmente, impostata su un do ut des. L’iniziativa fu assunta da rappresentanti delle istituzioni e non dagli uomini di mafia”

C’è anche chi, come Scalfari, spiega che comunque “in guerra la trattativa tra le parti è pressoché inevitabile“. Forse a preventiva giustificazione, o a voler vedere per forza una cosiddetta “ragion di Stato”, visto la vicenda sembra ormai diventare abbastanza chiara.

Come giustamente ricordava a La7 Marco Travaglio, sono state scritte montagne di pagine nelle inchieste e nei molti processi che riguardano questa vicenda così complessa. StatoMafia.it vuole raccogliere e soprattutto spiegare, decifrandole, quelle montagne di pagine, cercando di raccontare questa storia nel modo più comprensibile possibile, anche per Ferrara e Scalfari.

Abbiamo deciso di partire dall’inizio della storia, da quando Rocco Chinnici fu trasferito a Palermo e divenne Capo dell’Ufficio Istruzione, dando vita all’embrione del Pool Antimafia. Nella nostra pagina Facebook, trovate raccontata questa storia fino alla Strage di Via D’Amelio; nei prossimi giorni proseguiremo il racconto della cosiddetta seconda fase della trattativa, dopo che la prima fu interrotta pochi giorni prima del 19 luglio 1992 quando i Carabinieri ritennero irricevibili le prime richieste di Riina.

Racconteremo anche i processi in corso e quelli già svolti, rimettendo insieme le tessere del mosaico della stagione più vergognosa della Storia del nostro Paese. 

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Martina Di Gianfelice