Un uomo solo al comando. Ma la sua maglia non è bianco-celeste, il suo nome non è Fausto Coppi. Indossa invece la bandana arancione e si chiama Luigi de Magistris. Aveva una squadra di grandi ciclisti, il sindaco. O almeno tali ce li avevano presentati al momento di formare la squadra per il Tour de Naples. 
Raphael Rossi, il manager anticorruzione, l’esperto della raccolta differenziata, l’uomo giusto per uscire dalla giungla dell’emergenza perenne. Roberto Vecchioni, il professore della canzone, la cui rete di relazioni avrebbe dovuto rilanciare il fumoso Forum delle Culture. Giuseppe Narducci, il pm delle scomode inchieste sulle collusioni tra politica e camorra e su alcuni dei più pericolosi clan del napoletano, un professionista della legalità per disincrostare i meccanismi della pubblica amministrazione. Riccardo Realfonzo, l’economista che lasciò la giunta Iervolino denunciando il clientelismo nelle società partecipate, l’uomo del rigore.

Poi a gennaio il sindaco e il suo vice ci spiegano che Rossi come manager era stato un mezzo flop e per questo preferivano spostarlo da un’altra parte, senza però chiarirci del tutto perché uno che non era stato bravo a fare il ‘suo’ mestiere avrebbe dovuto farne meglio un altro. Ed infatti Rossi preferisce accettare un’offerta dalla Puglia. Subito dopo Vecchioni scappa perché in cassa non c’è un euro e lui ha i concerti da salvaguardare. Poi a giugno quando Narducci si dimette con una lettera durissima che circostanzia le ragioni in alcune serie questioni sul merito e sul metodo dell’amministrazione (transazione Romeo, scarsa collegialità nelle decisioni), il sindaco replica affermando che il pm come amministratore è stato un totale fallimento e il suo assessorato non ha prodotto nulla di meritevole. Infine a luglio Realfonzo viene cacciato – dice de Magistris – per incapacità, perché ha fallito gli obiettivi.

Dettaglio non da poco: con Rossi, Narducci e Realfonzo la rottura è clamorosa, sfocia nel personale, si rompono amicizie, volano stracci. Le teste rotolano nei cesti senza riguardo. Assessori e tecnici scadenti, siete indegni di far parte della squadra, siete un ostacolo alla Rivoluzione Arancione. Se le cose stessero così, è lecito chiedersi qualcosa su come de Magistris ha selezionato la giunta? Cercava nomi buoni per un titolo di giornale? Si è solo accorto troppo tardi che la loro preparazione era inadeguata per la bollentissima patata del Comune di Napoli? O, più probabilmente, anche il primo cittadino è parte del problema?

Ora il sindaco apre al Pd – che in campagna elettorale era il male assoluto – facendo entrare in giunta un sindacalista democratico emiliano. Nomina che i rumors riferiscono frutto di trattative segrete e personali con Pierluigi Bersani. Buona fortuna e buon lavoro.