Parlando di ragazze pensanti e con idee originali da spendere nel mondo dei media vorrei raccontarvi di Flavia Gasperetti, blogger (The brain that drained) e vincitrice della sezione Blog.Notes all’ultimo Premio Ischia di Giornalismo.

In un dialogo via mail Flavia mi ha raccontato le sue sensazioni da neofita dell’ambiente giornalistico vissute durante l’incontro partenopeo: “ero tormentata dall’immagine di me che scrivo il mio blog in pigiama circondata da tazze sporche e incarti di merendine”. La ragazza è autentica, gradevolmente sarcastica, ed il suo racconto online è a immagine e somiglianza del suo modo di essere, anche se “nella vita con l’ironia proteggo uno scampolo di interiorità, ma in quello che scrivo sul blog no, anzi, l’interiorità trova lì molto più spazio che altrove”.

Flavia è come tante di noi grafomani che cercano un foglio bianco, cartaceo o digitale, dove far uscire un po’ del fiume di parole e storie che ci pervadono la testolina, ma è anche sufficientemente giovane e contemporanea da aver intuito le potenziali del blog (“era facile da creare, era gratis e, al contrario degli zibaldoni ombelicali nei quali ho riversato anni di frustrazioni giovanili, c’era anche il rischio che qualcuno leggesse”). L’occhio di questa consumatrice di informazioni, come si definisce, guarda all’Italia dalla Gran Bretagna, dove vive da cinque anni tra lavori di traduzione e libri desiderati ma mai scritti, perchè “sono una cialtrona e non riesco a finire niente”.

Il linguaggio di Flavia ti prende e ti porta a spasso con pensieri schietti e musicali, è bello immaginarsela nel suo appartamento inglese tra le già citate merendine e un pc sulle ginocchia. Con tutta l’empatia di chi condivide l’amore (autentico) per la ricerca delle parole lancio un appello a Flavia che teme di essere “inquisita e condannata per crimini contro la punteggiatura”: tranquilla, mia cara amica, una virgola fuori posto nulla può di fronte ad una ragazza che ha un mondo vivace e speziato da raccontare.