In attesa di una posizione ufficiale, nero su bianco, da parte del Pd sui matrimoni gay, il leader dell’Udc Pierferdinando Casini avverte il ‘collega’ Pierluigi Bersani: nel suo partito “tanti temi vengono affrontati in modo molto preoccupante” proprio come la questione dei matrimoni tra omosessuali. Non si fa attendere la replica del segretario del Pd: “Noi le unioni gay le facciamo. Gli altri si regolino”. La presa di posizione di Casini viene esplicitata al termine della direzione nazionale dell’Udc: “Stabilire garanzie giuridiche per una coppia di conviventi anche dello stesso sesso è un fatto di civiltà, ma il  matrimonio gay è segno di profonda inciviltà, è una distorsione della natura, sulla natura. Dobbiamo essere chiari, difendiamo temi eticamente sensibili non per essere politicamente corretti nelle stanze del Vaticano, ma perché riteniamo che ci sia una disgregazione che aleggia sulle nostre famiglie, sull’organizzazione sociale”. Forte il richiamo agli esponenti cattolici di Pd e Pdl, testimoni secondo Casini  di forte “coesione sul tema delle convivenze e delle coppie gay. Concedere loro di diventare genitori è sintomo dell’egoismo di due uomini, o due donne, che desiderano avere una maternità e paternità anche a discapito del bambino, che, in questo caso, sarebbe la parte lesa. Ebbene – conclude Casini – noi siamo dalla sua parte, dalla parte del più debole.”  

Dura la replica dell’Idv. Franco Grillini, responsabile diritti civili e associazionismo del partito, vede nelle dichiarazioni di Casini una strategia politica: “Il principe nero e reazionario della politica italiana con cui vuole allearsi il Pd, spara a zero sui matrimoni gay. Non sapendo nemmeno di cosa parla Casini, che si è sposato almeno due volte, si lancia nell’invettiva bollando le nozze gay come ‘incivili e contro natura’, offendendo di fatto tutti i Paesi che hanno introdotto questa legislazione, una ventina di capi di Stato e primi ministri favorevoli a questo tema, tra cui Obama, Hollande e Cameron”. E aggiunge: “Alla fine della sua invettiva, Casini afferma che l’Udc non è oscurantista. Per fortuna, verrebbe da dire. Perchè se lo fosse cosa ci aspetterebbe? Le camere a gas? Infine, una domanda al Pd: sarebbero questi i ‘moderati’ con cui allearsi e governare il Paese?”. E sulle possibili coalizioni in vista delle elezioni politiche, Paola Concia (Pd) avverte: “Casini se vuole fare un’alleanza fra progressisti e moderati, non ponga veti. Lui, a differenza mia, è contrario ai matrimoni, vorrà dire che si vedrà in Parlamento quale soluzione legislativa trovare partendo dai tre istituti giuridici europei a nostra disposizione: i PACS, la civil partnership o il matrimonio omosessuale”. Secondo l’ex parlamentare Vladimir Luxuria: “La vera coppia contro natura è Pd-Udc, stando a quanto dicono i loro segretari. Casini parla una lingua al di fuori di ogni contesto occidentale, in un altro Paese verrebbe multato come Cassano“. Proprio sull’attaccante barese, sanzionato oggi dalla Uefa per frasi omofobe pronunciate durante i recenti europei, l’ex deputato conclude: “la cifra è esigua (15mila euro, ndr), ma ciò che è successo è simbolico”.

Le associazioni gay accusano Casini di ‘estremismo’: Paolo Patanè, presidente nazionale di Arcigay, ricorda al leader Udc che “è un politico che opera nel 2012 e in Europa e che, a meno che non si voglia candidare in Iran o nello Iutah, il suo fondamentalismo risulta fuori luogo (e tempo) massimo”, mentre il portavoce del Gay Center, Fabrizio Marrazzo invita “le forze politiche a smettere di usare la vita delle persone lesbiche, gay e trans come oggetto di scontro tra correnti. Facciano proposte serie e in linea con quanto l’Europa chiede. Su questo saranno giudicate dai cittadini italiani, che in maggioranza secondo gli ultimi dati Istat, sono favorevoli alle unioni gay, perché altrimenti non ha senso invocare l’Europa solo quando si parla di riforma della spesa, tagli e tasse”.