“Poche cose potrebbero essere peggiori per la credibilità e la capacità di credito dell’Italia del fatto che gli investitori passino i prossimi nove mesi a chiedersi se Silvio Berlusconi tornerà a fare il primo ministro”. E’ l’attacco di un nuovo servizio dell‘Economist, il settimanale inglese che ha molte volte si occupato del Cavaliere criticandolo anche ferocemente. L’annuncio del ritorno sulla scena della politica del politico-imprenditore – descritto in più occasioni dai giornalisti inglesi come inadatto “unfit” a guidare l’Italia e l’Europa – ha probabilmente stimolato il magazine a approfondire l’argomento e la risposta è: “L’ultima cosa di cui l’Italia ha bisogno”. Con il sottotitolo “Silvio Berlusconi correrà per la carica di primo ministro per la settima volta”. 

Negli ultimi tempi quelli in cui Berlusconi ha lasciato l’incarico di segretario ad Angelino Alfano la popolarità del Popolo della Libertà è “precipitata”. Innanzitutto, secondo gli analisti dell’Economist, il partito sta pagando un prezzo per il “suo sostegno parlamentare” al governo tecnico di Mario Monti (cui proprio il giornale dava il benvenuto nel novembre scorso quando ormai si profilano le dimissioni di Berlusconi, ndr); il partito appare “perso senza il suo fondatore”. Ma non solo l’ex presidente del Consiglio non si rende conto che un numero crescente di italiani sta comprendendo che gli otto anni in cui ha guidato il Paese sono stati “un disastro per l’economia“.  Giudizio che non sorprende visto che nel 2009 i giornalisti lo avevano descritto come “l’uomo che ha fregato un intero Paese” anche se quando gli scrissero che era il tempo dell’addio lo definirono il loro “primo ministro preferito”. Forse perché la causa intentata dal Cavaliere contro il settimanale era stata bocciata. 

L’Economist riporta anche un sondaggio realizzato il 9 luglio scorso dal sito Termometro Politico al 72% degli intervistati hanno sostenuto che non voterebbero per Berlusconi nuovamente e anche il 53% delle donne che hanno votato, dopo gli scandali che lo hanno riguardato, hanno dichiarato che non gli darebbero fiducia. Ma, secondo gli inglesi, le capacità di ripresa di Berlusconi “sono praticamente senza limiti, la sua comunicazione è eccezionale” e potrebbe trovare un vantaggio nell’assecondare la protesta degli italiani contro l’aumento delle tasse e i tagli alla spesa. La promessa di ribaltare l’attuale governo “potrebbe anche invertire le fortune del Pdl nei sondaggi”. E,  conclude il settimanale, per quanto “allarmante sia lo spettro di un suo ritorno”, le possibilità di vittoria di “Berlusconi non si devono ancora escludere”.