“Sì”. Parola, anzi monosillabo di Angelino Alfano, segretario del Pdl, che a “SkyTg24 – L’intervista” ha risposto così alla domanda se Nicole Minetti, consigliera regionale lombarda, ospite delle serate bunga bunga e imputata per induzione e favoreggiamento della prostituzione nel processo Ruby bis, debba dimettersi domani. Eppure Nicole, descritta da alcune testimoni come una delle ragazze che a fine serata ballavano e si spogliavano per Berlusconi, non sembra per nulla sulla stessa lunghezza d’onda. Nei giorni scorsi ha smentito che lascerà la poltrona; alla domanda precisa se avesse deciso di lasciare l’incarico ha detto: “No”. A questo punto quale sarà il destino dell’ex igienista dentale è un mistero. 

Alfano risponde a una domanda anche il sindaco di Firenze, uno dei rottamatori che ieri alla turbolenta assemblea del Pd si è detto pronto a combattere per le primarie. “Renzi non sarà alla fine ilcandidato del Pd alla premiership: il turno del confronto delle nuove generazioni nella politica italiana sarà il prossimo ancora. Io stimo Renzi, il quale fa bene a fare quello che fa dentro il Pd. Io sono convinto di star facendo bene nel dire quello che dico nel Pdl, che Berlusconi va ricandidato e senza le primarie. La differenza tra me e lui è che io credo in Berlusconi mentre lui non è entrato nel Pd perchè crede in Bersani”. L’ex ministro della Giustizia non nega che gli ultimi giorni siano stati per lui “giorni turbolenti” ma sottolinea quanto sia “forte il legame” con Silvio Berlusconi. Quella del Cavaliere, è “una candidatura” che “corrisponde a un qualcosa di coerente”.  Il segretario del Pdl “crede” nella ricandidatura di Silvio Berlusconi per la premiership.  Alfano dice di conoscere le ‘cose della casa’; e attorno a Berlusconi non c’è alcun “cerchio magico, perché lui non ha bisogno di essere assistito né da un cerchio nè da soggetti magici. Non solo non esiste il cerchio magico, ma Maria Rosaria Rossi (teste a difesa in una delle ultime udienze del processo Ruby, ndr), che è una brava parlamentare, svolge una collaborazione con una certa efficacia accanto al presidente, e ritengo sia dispiaciuta legittimamente dall’essere inserita in cerchi magici. Io la ricandiderei perché è una brava parlamentare. Il folklore impazza e si deve guardare a tante cose”. 

“La candidatura di Silvio Berlusconi è improntata su qualcosa di molto solido, non è animata da ambizioni personali ma dalla necessità di consentire agli italiani di esprimersi su fatti recenti della storia italiana. In fondo in fondo ci siamo dimessi perché debilitati nei numeri in Parlamento da Gianfranco Fini e a causa di una aggressione nei nostri confronti”, ha aggiunto chiarendo che il Pdl non ha mai mollato la presa sulle riforme per modernizzare il sistema. Per Alfano tutto il resto, qualsiasi altra speculazione sulla scadenza del 2013 rappresenta “fantapolitica”. “Tra l’ambizione e la riconoscenza, io metto la riconoscenza al primo posto. Io pretendo di essere giudicato per quello che sono. Nel mio essere uomo c’è la riconoscenza. Io riconosco di essere in politica perché lo ha voluto Silvio Berlusconi. Il riconoscere a lui tutto questo è rappresentativo del mio essere uomo. Sono un uomo politico, ma sono primo di tutto un uomo”.