Sandro Plano, presidente della Comunità Montana  Val Susa e Val Sangone, a commento dell’espulsione dal PD degli amministratori che si sono schierati in campagna elettorale contro l’opera inutile, afferma, ed in parte ha ragione, che “il partito è ossessionato dall’opera (la TAV)”.

Ha ragione solo in parte, nel senso che parlare di “ossessione” è fuorviante. Un’ossessione è uno stato psicologico, una nevrosi. Un partito non è una persona e già solo per questo non può soffrire di nevrosi, ma, di più, un partito è tradizionalmente portatore di interessi di carattere privatistico, ed il PD non è da meno. Non è a livello dell’ex Forza Italia, dietro cui stavano gli interessi privati addirittura di chi aveva creato il partito: «Se non vado in politica, mi mandano in galera e mi fanno fallire».

Non è a quel livello, ma dietro ci stanno pur sempre forze non indifferenti che chiedono a gran voce di fare o non fare certe scelte. Succedeva già nel vecchio Partito Comunista. Finché ho vissuto in Liguria, ho potuto constatare come tutto ruotasse intorno ad interessi privati legati all’asse PCI – PSI. Se non eri legato a questi partiti non facevi strada. Non solo non potevi andare a ricoprire ruoli di responsabilità, ma se avevi un’impresa non collegata con il partito non lavoravi. Poi c’erano le esasperazioni privatistiche, anche i casi giudiziari, ma erano situazioni limite. Per le grandi opere non c’è differenza. Il meccanismo è lo stesso, ed il riferimento sono volta a volta le cooperative rosse o le imprese legate alla FIAT o…  

Ma se per il partito parlare di ossessione è improprio, per alcuni suoi rappresentanti invece può essere adeguato. Stefano Esposito ad esempio. Che il “SI TAV” lo mette addirittura in alto a destra nel proprio sito internet, e che un giorno sì ed uno anche, sempre sul suo sito parla dell’opera inutile e probabilmente sogna i NO TAV ridotti sul lastrico, costretti come sarebbero a pagare pesanti risarcimenti alle parti civili che egli si augura si costituiscano (“Il Ministero degli Interni si costituisca subito parte civile”).Quello Stefano Esposito autore altresì del libro (l’unico che io sappia) a favore dell’opera inutile. Quello Stefano Esposito che, appena saputo che la Francia potrebbe rinunciare all’opera inutile, probabilmente, a leggere il suo immediato commento (“si verifichi subito le fondatezza delle notizie riportate dalla stampa francese”), si deve essere sentito male.

Ma basta essere sempre critici nei confronti della politica italiana. In fondo, essa, a pensarci bene, può addirittura far ridere. Ascanio Celestini è uno di quelli che ci riesce meglio!