Un altro colpo di scena nella vincenda dell’Expo. A una settimana dalla revoca del primo subappalto per le interferenze, l’impresa che era stata platealmente bandita dai cantieri con il sospetto di essere collegata a qualche giro criminale ci torna con uomini e ruspe, e stavolta lo fa con l’imprimatur di un giudice. Elios, società piacentina specializzata in bonifiche, ieri ha presentato un ricorso contro la decisione della società di gestione Expo Spa che il 7 luglio scorso le aveva tolto l’incarico in base ad un’informativa della Prefettura di Milano che “pur non evidenziando tentativi di infiltrazione mafiosa, ha segnalato elementi suscettibili di valutazione sotto il profilo dei requisiti soggettivi dell’impresa subappaltatrice e tali da pregiudicare il rapporto tra Expo 2015 e l’impresa”.

Tempo sette giorni e l’azienda ha depositato il ricorso sostenendo un pregiudizio nella decisione di Expo Spa. Oggi quell’impugnazione è stata esaminata alla presenza del presidente del tribunale amministrativo regionale Francesco Mariuzzo e ammessa. Il giudice ha accolto in pieno l’istanza e ha stabilito l’immediato ripristino del contratto in essere e dei relativi obblighi, disponendo quindi il rientro di uomini e ruspe in cantiere. L’informativa prefettizia e la determina che bandiva Elios sono quindi sospese dal magistrato fino all’udienza di merito che si terrà il prossimo 25 luglio. Il Tar censura così l’azione della Prefettura in merito allo strumento dell’informativa atipica, per aver segnalato in questo strumento notizie che “non sarebbero riconducibili al concetto di infiltrazione mafiosa” ma solo al Codice dell’Ambiente rilevando “che per tale aspetto farebbero conseguentemente difetto i presupposti per l’emissione di una cosiddetta informativa atipica”. Ad Expo si contesta di non aver effettuato la valutazione discrezionale delle informazioni e di aver omesso l’avvio del procedimento di contraddittorio previsto in questi casi dalla procedura e contesta l’applicazione delle misura adottata, di norma alle informative tipiche o interdittive, in questo caso per un informativa atipica, e agendo di riflesso con la revoca del subappalto. Per il presidente della società Cinzia Cerbini “è la fine di un incubo”. “Il nostro ringraziamento – dice – va alle maestranze ed ai fornitori dell’impresa, che in questi giorni non hanno fatto mancare la propria solidarietà ed attende con serenità l’esito della sentenza”.

Probabilmente la vicenda si trascinerà anche oltre, ma intanto la decisione del Tar è un duro colpo per gli attori istituzionali che avevano improvvisamente sterzato verso una linea decisionista, suonando la grancassa dell’efficienza dei controlli e della legalità ripristinata d’ufficio. Elios in zona Expo è la capofila di cinque imprese e da aprile stava svolgendo opere per 15 milioni di euro. Nessuno si è accorto che da due anni l’azienda era sotto indagine per una vicenda di smaltimento illecito di rifiuti in Piemonte che vede coinvolte 15 imprese. Poi arriva il fulmine a ciel sereno, ma da tre mesi le ruspe bianche con la magherita sul braccio meccanico della Elios erano al lavoro sui terreni di Rho Pero. L’imbarazzo ai piani alti scatena la reazione delle istituzioni con la decisione di revocare l’affidamento utilizzando i poteri commissariali. Arrivano le dichiarazioni di soddisfazione da parte del sindaco Giuliano Pisapia e del governatore Roberto Formigoni sull’efficienza della macchina dei controlli messa in campo. Forse un po’ precipitose. 

Al Comune ed Expo Spa poteva andare molto peggio. Se il Tar avesse impiegato più tempo a decidere altre ditte avrebbero varcato i cancelli per svolgere le opere al posto della Elios arrivando a una sovrapposizione di incarichi e affidamenti, uomini e mezzi. Roba per avvocati e mesi per districare, ristabilendo chi davvero aveva diritto (e dovere) di eseguire la rimozione delle interferenze. Rischio al momento scongiurato. Le procedure per le nuove assegnazioni che erano in corso per garantire il cronoprogramma si dovranno temporaneamente fermare in esecuzione della decisione del Tar e in attesa della definizione della causa. La tempestiva azione del tribunale ha anche ridotto il rischio del danno subito dall’azienda piacentina che, in caso di esito favorevole del procedimento, potrebbe chiedere indennizzi pesanti al Comune. “Sicuramente l’azienda ha già subito dei danni legati all’esposizione mediatica che la scelta di Expo Spa ha determinato”, spiegano i legali dell’azienda “ma ora ci concentriamo sul merito del contenzioso che si discuterà in camera di consiglio in forma collegiale”.