“Siamo un paese vecchio, abbiamo idee e modalità vecchie. Dovremmo avere il coraggio di cambiare. Noi siamo venuti agli Europei con questo coraggio”. Nonostante il 4-0 con cui ieri sera la Spagna ha spazzato le velleità della sua nazionale il ct degli azzurri Cesare Prandelli ha scelto parole da messaggio alla nazione per concludere la sua avventura a Euro2012. “Sappiamo di dover fare i conti con la logica del risultato che però non deve essere condizionante”, ha detto il mister, che ha provato a rilanciare la sua idea di squadra (e di Paese?): “Bisogna avere la forza di credere in un’idea. Sicuramente troveremo difficoltà, dovremo abbinare l’aspetto del gioco alla necessità di risultato. In questi due anni abbiamo cercato di costruire una Nazionale con la mentalità di un club”. Un parallelo, quello tra Nazionale e Paese, che è stato ripreso in serata anche dal presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, che ricevendo al Quirinale i giocatori ha detto: “Avete ottenuto risultati straordinari che all’inizio in pochi potevano mettere in conto. C’è ancora molto da fare, abbiamo alle spalle momenti difficili. E mi chiedo: ma sto parlando del calcio o sto parlando dell’Italia?”.

Il commissario tecnico, nella conferenza stampa prima di partire per Roma, ha evidenziato la svolta che ha saputo imprimere con il nuovo ciclo azzurro: “Possiamo essere orgogliosi di quest’Italia. Possiamo essere soddisfatti, abbiamo schierato una squadra propositiva e corretta”. 

Poi Prandelli, rivolto ai giornalisti, li ha avvertiti: “La critica violenta non è mai costruttiva”. L’allenatore degli azzurri ha ringraziato per l’applauso ricevuto al suo ingresso in sala: “Questo applauso mi fa credere che anche voi ci credete. Non abbiamo creato alcun tipo di polemiche, abbiamo ricevuto complimenti di tutti e per la prima volta una panchina si alzava per andare a salutare gli avversari”.

Gli azzurri ricevuti al Quirinale – In serata il presidente della Repubblica ha ricevuto al Quirinale la Nazionale poco dopo l’atterraggio a Roma. Dopo aver ricevuto la medaglia d’argento da Prandelli, un gagliardetto da Andrea Pirlo e un pallone con gli autografi da Mario Balotelli, il presidente della Repubblica ha ringraziato gli azzurri a nome suo, delle istituzioni e di “milioni di italiani. Perché tutti sapevano che eravate partiti per gli europei con le tensioni che stavano attraversando il mondo del calcio, con una nazionale appena ricostruita con sagacia e che ha davanti a se ancora tanta strada da percorrere per rinnovarsi fino in fondo”. E ancora: “Io non ho mai giocato a calcio, non posso misurare la vostra fatica e tensione, ma sono in grado di cogliere la passione che vi ha animato e l’amore per l’Italia cvhe vi ha guidato e questo è il regalo più grande che avete fatto a me”.