Partiamo dai numeri: a partire da quest’anno il 65% delle auto prodotte dovrà avere una media di emissioni pari o inferiore a 130gr di C02/km.

Almeno questo è quello che si legge nel Regolamento europeo (CE) n.443/2009

Eppure degli oltre 3500 modelli presenti sul mercato, tanti ne segnala la nuova Guida al risparmio di carburante e alle emissioni di CO₂ del Ministero dello Sviluppo Economico, solo il 25% del totale sembra rispettare questo limite

La domanda nasce spontanea: com’è possibile rispettare il Regolamento se c’è una differenza così ampia?

Semplice, ci pensa lo stesso regolamento europeo a risolvere ogni dubbio, perché, se a parole definisce limiti molto precisi, nei fatti, tra cavilli, regole e incentivi, rende tutto più semplice.

Ad esempio, se produci una macchina con emissioni di CO₂ inferiori a50 gCO₂/km la conterai come  fossero 3,5 autovetture, andando quindi ad abbassare la media matematica (ma non l’emissione reale); oppure permettendo raggruppamenti tra piccoli e grandi industrie auto per raggiungere obiettivi fissati dal Regolamento. O ancora indicando deroghe nel caso si produca un numero inferiore a dieci mila autovetture o non si appartenga a un gruppo di costruttori. E se proprio ti dimostri volenteroso,la Commissione europea può concedere una deroga per un periodo di cinque anni.

Il paradosso è che nel frattempo si sta riaprendo il fronte legislativo e per la fine dell’anno è prevista la revisione della legge sulle emissioni di CO2 da auto che dovrebbe –speriamo- rendere vincolante il limite di 95 g/km previsto per il 2020. Come sempre due schieramenti opposti: da una parte la lobby automobilistica, con ACEA in testa – l’associazione di rappresentanza dell’industria automobilistica europea guidata da Marchionne- che lamenta la difficoltà di raggiungere gli obiettivi di riduzione, dall’altra le associazioni, Transport &Environment in testa, che dimostrano numeri alla mano come sarebbe ampiamente realizzabile un obiettivo di riduzione addirittura superiore (80 gr di CO2/km).

I numeri e le percentuali sono sempre noiosi ma in questo caso sono importanti per capire la posta in gioco sia sull’ambiente e che sul portafogli, perché se abbassi le emissioni diminuisci i consumi di combustibili fossili e di conseguenza i costi. Secondo le stime di Transport & Environment un automobilista  arriverebbe addirittura a risparmiare oltre 500 euro l’anno.

I prossimi mesi saranno cruciali per fare in modo che l’Europa non ceda alle pressioni dell’industria automobilistica, anche se la vera sfida sarà quella di diminuire l’uso e la produzione di auto, perché non ha senso ridurre le emissioni se poi aumentano le macchine messe in circolazione.

PS: per dare la misura di quanta strada c’è ancora da fare basti pensare che su oltre 3500 modelli segnalati sono solo 7 quelli a propulsione elettrica. Sette!