Parliamo delle ferrovie “secondarie”, fotografiamole, videoriprendiamole. Sono un patrimonio del paesaggio e della storia del nostro paese, sono un bene comune e le stanno sospendendo, tagliando o mandando in malora. Qui accludo un video con riprese fatte pochi giorni fa sulla Aosta-Prè Saint Didier, minacciata di chiusura.    

             

E’ irritante constatare che si tagliano trenini di pendolari, linee che si sono ormai intarsiate da più di un secolo nel paesaggio e nel contempo si progettano invece o si iniziano a costruire  devastanti e costosissime nuove infrastrutture. Il Piemonte sembra la Regione in cui la contraddizione è più clamorosa: si militarizza la Val di Susa per fare il Tav e nel frattempo la Regione con la Giunta Cota Pdl taglia del tutto 12 linee ferroviarie, da domenica 17 giugno. Ma non voglio farla troppo facile. Se si chiudono tante linee ferroviarie minori non è per colpa di una  piccola cricca dirigente anti-popolare.

I corresponsabili sono tanti, siamo un po’ tutti noi che abbiamo trascurato queste ferrovie. E’ vero che molte corse sono deserte, che interi vagoni viaggiano vuoti. E’ un sistema, un modello di organizzazione, una mentalità che hanno reso assoluto il predominio della automobile fuori dalle città. Ed è così anche per turisti e villeggianti che manco sanno quanto sono belli i percorsi di tante di queste linee  a binario unico in mezzo al verde, ai boschi alle valli.  

Indipendentemente dalla opinione che si ha su quanto sia ingiusto e miope, o viceversa inevitabile, tagliare queste ferrovie, è importante adesso raccontarle e coglierne la memoria visiva, prima che scompaia. Cercherò di raccogliere – magari con l’aiuto dei lettori – immagini delle ferrovie piemontesi che stanno per chiudere. Intanto due parole sulla ferrovia in pericolo Aosta Pre Saint Didier e su questo video. A parte una comitiva di scolari che scende a Morgex, con me e il mio compagno ci sono solo due giovani profughi africani, arrivati dalla Libia e ospiti di un ostello a La Thuile. Ascoltiamo storie africane mentre puntiamo gli occhi sulla Vallèe. E’ stato un bellissimo viaggio.

Perché così poca gente lo capisce?