“La diffusione del documento Inps sugli esodati è un atto irresponsabile, fatta per danneggiare il governo”. Torna così sull’argomento scottante il ministro del Lavoro Elsa Fornero che ieri sera ha convocato sia il presidente che il direttore generale dell’Inps, dopo che l’istituto ha diffuso i dati sui lavoratori esodati: 390mila contro i 65mila “salvati” dal governo.

Il problema, sostiene la Fornero, è che il documento dell’ente è “parziale e non spiegato”. E rilancia con parole durissime: “Nel settore privato le strutture responsabili della diffusione di un documento come quello dell’Inps sugli esodati di ieri sarebbero sfiduciate”. Il governo sul tema ha promesso serietà e impegno, prosegue la Fornero, mentre c’è “chi preferisce il gioco al massacro”. Il ministro ha sottolineato di non aver “mai voluto dire che i numeri non debbano essere dati, ma che dare numeri così su questioni che interessano molti italiani è molto improprio e deresponsabilizzante. E’ un episodio grave”.

Il ministro delle Politiche sociali si dice consapevole che il provvedimento sui lavoratori salvaguardati “non esaurisce la platea di persone interessate alla salvaguardia come, in particolare, i lavoratori per i quali sono stati conclusi accordi collettivi di uscita dal mondo del lavoro e che avrebbero avuto accesso al pensionamento in base ai previgenti requisiti – non prima del 2014 – a seguito di periodi di fruizione di ammortizzatori sociali”. Per loro continua Fornero c’è un “impegno a trovare soluzioni eque e finanziariamente sostenibili”.

Sull’argomento interviene anche il segretario del Pdl Angelino Alfano che “twitta”: “Persone, non numeri! Quando si parla di esodati dobbiamo renderci conto che dietro il dramma ci sono padri e madri di famiglia”. E poi aggiunge: “Non si può liquidare un documento ufficiale dell’Inps come fosse un puro errore tecnico”. Poi è il turno di Pierferdinando Casini che sceglie invece facebook per commentare così: “Il tempo è scaduto. Adesso vogliamo chiarezza sugli esodati”. Infine interviene anche Antonio Di Pietro: “E’ deprecabile che un ministro in carica dia dei numeri diversi da quelli forniti dall’Inps, che è l’ente di riferimento ed è inammissibile che Fornero continui a giocare allo scaricabarile senza rendersi conto delle conseguenze e dei drammi sociali provocati dalle sue scelte. In ogni caso, sarebbe meglio fare a meno di un ministro dal comportamento irresponsabile e ignorante, poichè ignora come stanno realmente le cose. E’ lei che dà i numeri e che deve essere sfiduciata”.

Ieri l’Inps ha pubblicato la relazione sul numero dei lavoratori esodati che potrebbero avere diritto ad andare in pensione sulla base delle vecchie regole secondo il decreto Salva-Italia e il Milleproroghe. A conti fatti, si mette nero su bianco un buco normativo su qualcosa come 330mila lavoratori, buco più volte denunciato in passato, ma mai fino ad ora certificato nei numeri. Eppure, ancora una volta è sui numeri del lavoro scoppia la polemica. Perché poco dopo la diffusione dei dati è stato lo stesso istituto a far sapere di non avere mai diffuso “stime diverse e ulteriori rispetto al tema dei salvaguardati”.

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